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Vin brulé biologico per San Martino: ricetta e spezie

Aggiornato il 06 ottobre 20264 capitoli
San Martino, i primi freddi e il senso di un vin brulé biologico

San Martino, i primi freddi e il senso di un vin brulé biologico

A San Martino, l'11 novembre, il detto popolare vuole che ogni mosto diventi vino: è il momento in cui si assaggia il vino nuovo, si accendono i primi camini e sulle piazze compaiono le caldarroste. Un vin brulé biologico preparato in casa entra in questa tradizione con naturalezza, perché riprende il vino giovane appena pronto e lo scalda con spezie e agrumi, trasformandolo nella bevanda che accompagna le serate dei primi freddi. Si beve in piccole quantità, ben caldo, e profuma tutta la cucina. La scelta biologica qui ha una ragione pratica oltre che di principio. Nel vin brulé finiscono in infusione le scorze di arancia e limone, cioè proprio la parte del frutto che trattiene cere e residui dei trattamenti: con agrumi non trattati puoi usarle senza pensieri. Lo stesso vale per il vino, che nella versione biologica proviene da uve coltivate senza pesticidi di sintesi, e per lo zucchero di canna, che dà una nota più rotonda rispetto al semolato. Se hai già in programma i biscotti e le ciambelle di San Martino, una tazza di vino speziato è l'abbinamento che completa la merenda.

Il vino rosso biologico giusto e gli ingredienti per un litro

Partiamo dal vino, perché è l'ingrediente che decide tutto. Non serve una bottiglia importante: zucchero e spezie coprirebbero le sfumature di un'etichetta pregiata, e sarebbe uno spreco. Serve invece un rosso biologico secco, giovane, di buona struttura e con note di frutta rossa, poco tannico e non affinato in legno, perché tannini e barrique col calore tirano fuori un fondo amaro. Vitigni come Sangiovese, Merlot o Montepulciano vanno benissimo; evita i rossi troppo leggeri, che scaldati diventano acquosi, e i vini invecchiati. Il novello di San Martino, fruttato e poco tannico per natura, si presta bene se lo trovi da agricoltura biologica. Per un litro di vino, che rende circa sei o sette bicchieri da 150 ml, calcola tra 100 e 150 g di zucchero di canna biologico, regolandoti sull'acidità del vino e sul tuo gusto, la scorza di un'arancia e di un limone non trattati, due stecche di cannella, da cinque a otto chiodi di garofano, una o due stelle di anice e una grattugiata di noce moscata. Se preferisci dolcificare con il miele, aggiungilo a fuoco spento, così conserva il suo aroma. Ricava le scorze con un pelapatate prendendo solo la parte colorata: la parte bianca sotto la buccia è amara e rovinerebbe l'infusione.

Le spezie del vin brulé: quali usare, quante e in che forma

Cannella e chiodi di garofano sono la base a cui non si rinuncia; anice stellato e noce moscata aggiungono profondità e una nota balsamica. Il consiglio più utile riguarda la forma: usa spezie intere, non in polvere. Le spezie intere si filtrano in un attimo e lasciano il vino limpido, mentre quelle macinate intorbidiscono la bevanda, si depositano sul fondo e caricano il gusto fino a renderlo pesante. Nei negozi biologici e nelle erboristerie le trovi sfuse o in bustine, spesso con la provenienza indicata. Dosa con misura, soprattutto i chiodi di garofano: oltre gli otto pezzi per litro il vin brulé diventa pungente e copre tutto il resto. Se vuoi personalizzare la ricetta, alcune aggiunte funzionano bene senza stravolgerla: cinque bacche di ginepro danno un carattere alpino, due o tre bacche di cardamomo leggermente schiacciate portano una freschezza quasi agrumata, un centimetro di zenzero fresco a fettine scalda in modo diverso dalla cannella, mezza bacca di vaniglia addolcisce e arrotonda. Scegline una o due per volta, non tutte insieme, e assaggia prima di aggiungere altro: una miscela equilibrata si riconosce perché il vino resta protagonista e le spezie si sentono una per una.

Preparazione passo passo: la temperatura giusta e il servizio di San Martino

Versa il vino in una pentola capiente, aggiungi zucchero, scorze e spezie e mescola a freddo per qualche minuto, così lo zucchero inizia a sciogliersi e gli agrumi cedono i primi profumi. Accendi poi il fuoco basso e porta il vino a circa 70-75 °C, senza mai superare gli 80 °C. Questo è il passaggio che decide la riuscita: se il vino bolle, l'alcol evapora e resta un concentrato zuccherino che perde equilibrio e aroma. Se non hai un termometro da cucina, spegni quando compaiono le prime bollicine lungo i bordi, prima che la superficie si muova. Copri e lascia in infusione da cinque a dieci minuti, poi filtra con un colino a maglia fine. Servi il vin brulé biologico ben caldo in tazze o bicchieri con il manico, decorando con una fettina d'arancia o una stecca di cannella. Alla festa di San Martino sta benissimo accanto alle caldarroste, al budino di castagne o ai biscotti della tradizione. Se avanza, conservalo in frigorifero in un contenitore chiuso e riscaldalo a fuoco dolce, sempre senza bollire. Per i bambini e per chi non beve alcol, prepara una versione analcolica con succo di mela o di uva rossa biologico e le stesse spezie: profuma allo stesso modo e tutti possono brindare insieme. Il vino caldo resta comunque una bevanda alcolica, da gustare con moderazione.

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