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Barrette alla frutta secca senza glutine fatte in casa

Aggiornato il 03 ottobre 20264 capitoli
La frutta secca nuova dell'autunno e gli ingredienti davvero senza glutine

La frutta secca nuova dell'autunno e gli ingredienti davvero senza glutine

Le barrette alla frutta secca senza glutine fatte in casa danno il meglio proprio in autunno, quando arrivano sul mercato le nocciole, le noci e le mandorle del nuovo raccolto, ancora fragranti e con un sapore più pieno rispetto a quelle che hanno passato un anno in magazzino. Scegliete frutta secca in guscio o sgusciata al naturale, non tostata né salata, perché i prodotti già lavorati possono contenere farine o aromi con glutine e vengono spesso confezionati in linee condivise con altri alimenti. Lo stesso vale per i semi di zucca e di girasole e per la frutta disidratata come mirtilli e uvetta: controllate che in etichetta compaia la dicitura senza glutine o il simbolo della spiga barrata. La parte più delicata riguarda i cereali. L'avena di per sé non contiene glutine, ma viene quasi sempre coltivata e lavorata insieme a frumento e orzo, quindi per chi è celiaco vanno usati solo fiocchi di avena certificati, oppure riso soffiato, grano saraceno soffiato o quinoa soffiata. Anche per il cioccolato fondente serve la stessa attenzione all'etichetta. Con questa selezione fatta a monte le barrette risultano sicure per tutta la famiglia e non solo per chi deve evitare il glutine.

La versione al forno con avena, albumi e miele

Se volete barrette croccanti che tengano bene la forma anche nello zaino, la cottura in forno è la strada più affidabile. Per una teglia quadrata da circa 22 cm servono 250 g di fiocchi di avena senza glutine, 150 g di frutta secca mista tritata grossolanamente al coltello, in modo che restino pezzi riconoscibili, e 4 albumi sbattuti brevemente con una forchetta, che fanno da legante senza aggiungere grassi. Se le preferite dolci, unite anche 50 g di miele o di sciroppo d'acero, mentre chi segue un'alimentazione vegana può sostituire gli albumi con semi di chia o di lino macinati lasciati a gonfiare in acqua. Mescolate tutto con una spatola, versate nella teglia foderata con carta forno e livellate pressando con forza, perché proprio da questo passaggio dipende se le barrette resteranno compatte o si sbricioleranno. Cuocete in forno preriscaldato a 180 °C per circa 15 minuti, fino a quando la superficie è dorata, poi lasciate raffreddare completamente nella teglia prima di tagliare con un coltello seghettato. Se tagliate quando il composto è ancora tiepido, cede e si rompe. Chi vuole un tocco più goloso può intingere la base nel cioccolato fondente fuso e lasciarla asciugare a temperatura ambiente con il lato ricoperto rivolto verso l'alto.

La versione senza cottura con datteri e tahina

Chi preferisce uno spuntino morbido, vegano e senza zuccheri aggiunti può affidarsi ai datteri, che una volta frullati diventano una pasta appiccicosa capace di tenere insieme tutto il resto. Per 8 barrette da circa 45-50 g servono 250 g di datteri medjool denocciolati, 150 g di mix di mandorle, noci e nocciole, 30 g di fiocchi di avena certificati, un pizzico di sale, 6 cucchiai di tahina e 2 cucchiai di acqua. Frullate prima datteri, frutta secca, avena e sale fino a ottenere un composto granuloso, poi aggiungete la tahina e l'acqua e azionate ancora finché l'impasto non si raccoglie attorno alle lame. La tahina, cioè la crema di semi di sesamo, aggiunge grassi buoni e un gusto leggermente tostato: se non vi piace, sostituitela con burro di mandorle o di arachidi, sempre controllando l'etichetta. Stendete il composto su un foglio di carta forno, copritelo con un secondo foglio e con le mani o con un mattarello livellatelo in un rettangolo spesso circa un centimetro. Riponete in frigorifero per almeno 3 ore prima di tagliare, perché il freddo compatta i grassi della frutta secca e rende le barrette nette al taglio. Questa versione torna utile quando il forno è occupato o quando volete coinvolgere i bambini nella preparazione.

Come conservarle e portarle a scuola o in ufficio

Una volta tagliate, le barrette alla frutta secca senza glutine vanno trattate in modo diverso a seconda della ricetta. Quelle cotte in forno, ben asciutte, si conservano a temperatura ambiente in una scatola di latta o in un contenitore ermetico anche per un paio di settimane, purché stiano lontane da fonti di calore e umidità. Quelle crude con i datteri vanno tenute in frigorifero e consumate entro una settimana, oppure congelate già porzionate e tirate fuori la sera prima. In entrambi i casi conviene incartarle una per una nella carta forno o in sacchetti richiudibili, così restano separate dagli altri alimenti nella borsa o nello zaino e non assorbono odori. Per lo zaino di scuola e la borsa del lavoro valutate il formato: una barretta da 40 o 50 g basta per la ricreazione o la pausa di metà mattina, mentre dopo lo sport se ne può aggiungere una seconda. Se le preparate per un bambino piccolo tritate la frutta secca più finemente e, prima di mandarle a scuola, informatevi sulle regole dell'istituto riguardo alla frutta a guscio, dato che in molte classi ci sono compagni allergici. Preparare una teglia nel fine settimana significa avere una scorta pronta per cinque giorni e sapere esattamente cosa contiene lo spuntino.

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