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Latte di avena nei dolci: come si comporta in forno

Aggiornato il 31 ottobre 20264 capitoli
Cosa contiene il latte di avena e perché cambia l'impasto

Cosa contiene il latte di avena e perché cambia l'impasto

Il latte di avena è una bevanda vegetale ottenuta frullando i fiocchi o i chicchi con acqua e filtrando il composto. Durante la lavorazione gli amidi del cereale vengono in parte scomposti in zuccheri più semplici, ed è per questo che la bevanda risulta naturalmente un po' dolce anche quando in etichetta non compare zucchero aggiunto. Rispetto al latte vaccino contiene meno proteine e meno grassi, mentre porta con sé una quota di amido che il latte di mucca non ha. Sono queste differenze a spiegare quasi tutto quello che vedrai in forno: meno struttura data dalle proteine, impasti un po' meno ricchi se non compensi con un grasso vegetale, e una tendenza a legare e dorare che spesso sorprende chi la prova per la prima volta. Prima di infornare leggi l'etichetta, perché non tutti i prodotti sono uguali. Alcune bevande contengono olio di semi aggiunto, altre sali di calcio o aromi, altre ancora sono formulate per montare con il caffè e risultano più dense. Per la pasticceria senza lattosio scegli la versione naturale e non aromatizzata, agita bene il cartone per rimettere in sospensione la parte che si deposita sul fondo e, se il dolce è destinato a chi non tollera il glutine, verifica che riporti la dicitura senza glutine, perché l'avena comune può essere contaminata.

Torte soffici e plumcake: dosi, lievitazione e doratura

Nelle torte da colazione e nei plumcake il latte di avena si sostituisce al latte vaccino a parità di peso, senza ricalcolare il resto della ricetta. Una torta soffice preparata con circa 170 g di farina, 85 g di bevanda d'avena e 80 g di olio di semi, cotta in uno stampo da 20 cm a 170 °C, è pronta in circa 40-45 minuti e si controlla con lo stecchino, che deve uscire asciutto. La lievitazione non cambia in modo sensibile: il lievito chimico lavora con l'umidità e il calore, non con le proteine del latte, quindi l'alveolatura resta regolare. Quello che noterai è una mollica leggermente più umida e compatta, perché l'amido dell'avena trattiene acqua; se desideri una fetta più leggera, monta le uova con lo zucchero più a lungo o, nella versione vegana, aggiungi una piccola quota di amido di mais alla farina. La superficie tende a colorire bene e talvolta un po' prima del solito, per via degli zuccheri naturali della bevanda. Se vedi che la crosta scurisce mentre l'interno è ancora crudo, abbassa il forno di una decina di gradi o copri la torta con un foglio di carta negli ultimi minuti. Con questi piccoli aggiustamenti ottieni un dolce senza lattosio che nessuno distingue da quello tradizionale.

Creme, budini e la tecnica del latte caldo nell'impasto

Quando il latte di avena va cotto in pentola, come per una crema pasticcera o un budino, la sua quota di amido gioca a tuo favore: la crema si addensa con un po' meno amido di mais rispetto alla versione con latte vaccino e resta liscia. Procedi come al solito, stemperando l'amido nella bevanda fredda prima di scaldarla, e tieni la fiamma bassa, perché le bevande vegetali attaccano al fondo più facilmente del latte. La crema risulterà meno grassa e meno rotonda al palato; se vuoi più corpo, aggiungi a fine cottura un cucchiaio di olio di cocco o di margarina vegetale, oppure usa una parte di panna vegetale senza lattosio. Il latte di avena si presta anche alla tecnica della torta al latte caldo, in cui la bevanda viene portata quasi a bollore con il grasso e unita all'impasto montato: il calore gelatinizza parte degli amidi e regala una mollica molto morbida e umida. Fai attenzione agli ingredienti acidi come succo di limone o yogurt vegetale: in presenza di calore possono far separare leggermente la bevanda, quindi aggiungili a freddo e mescola subito, così la consistenza resta omogenea.

Biscotti, frolle e gli errori più comuni da evitare

Nelle frolle e nei biscotti il latte serve in piccola quantità, per legare o per spennellare, e il latte di avena svolge entrambi i compiti senza problemi; spennellato in superficie dà una lucidatura leggera e una doratura uniforme, utile quando non puoi usare l'uovo. Dove invece la bevanda è protagonista, come nei pancake o nelle crêpes, ricordati che la pastella risulterà un po' più fluida: lasciala riposare qualche minuto perché l'amido dell'avena si idrati e la consistenza si assesti. Gli errori che vediamo più spesso sono tre. Il primo è usare una bevanda zuccherata o aromatizzata senza ridurre lo zucchero della ricetta, con il risultato di un dolce troppo dolce e che brucia in superficie. Il secondo è aspettarsi la stessa ricchezza del latte intero senza aggiungere un grasso: una frolla fatta solo con bevanda d'avena e poco olio esce secca e friabile oltre misura. Il terzo è conservare il cartone aperto troppo a lungo: una volta aperto va tenuto in frigorifero e consumato entro i giorni indicati dal produttore, perché una bevanda alterata dà un sapore acidulo che il forno non copre. Evitandoli, il latte di avena diventa un ingrediente affidabile per tutta la pasticceria senza lattosio di casa.

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