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Ossa di morto siciliane: il biscotto dei morti naturalmente vegano

Aggiornato il 15 ottobre 20264 capitoli
Un biscotto antico che non ha mai avuto bisogno di uova

Un biscotto antico che non ha mai avuto bisogno di uova

Le ossa di morto siciliane sono tra i pochi dolci della tradizione che non richiedono alcun adattamento per entrare in una cucina vegana: la ricetta originale prevede soltanto farina, zucchero, acqua e spezie, senza uova, burro o latte. Non si tratta quindi di una versione modificata, ma del biscotto così come si prepara da generazioni per la commemorazione dei defunti del 2 novembre, quando in Sicilia i bambini trovavano doni e dolci lasciati, secondo l'usanza, dai parenti scomparsi tornati per una notte. Il nome cambia da una provincia all'altra: mustazzoli nel palermitano e nel trapanese, moscardini tra Catania e Messina, paste di garofano nel siracusano e nel ragusano, scardellini verso Agrigento e Caltanissetta. In ogni zona l'impasto è lo stesso e il biscotto è riconosciuto tra i prodotti agroalimentari tradizionali italiani. Se cerchi un dolce dei morti da portare a tavola senza dover dare spiegazioni a chi non mangia derivati animali, le ossa di morto sono il punto di partenza più semplice.

Ingredienti e sciroppo: le proporzioni della ricetta tradizionale

Per una teglia abbondante servono circa 500 g di farina 00, 600 g di zucchero semolato e 150 ml di acqua, più cannella in polvere e chiodi di garofano macinati fini. Lo zucchero supera la farina in peso e questo sorprende chi prepara le ossa di morto per la prima volta, ma è proprio questa abbondanza a creare, in cottura, la base caramellata che distingue questi biscotti. Non ridurlo pensando di alleggerirli: otterresti un impasto che non si separa e un biscotto uniforme, senza la parte scura sotto. Versa acqua, zucchero e spezie in un pentolino e scalda a fuoco dolce finché lo zucchero si scioglie del tutto, fermandoti prima del bollore pieno, perché non deve trasformarsi in caramello. Unisci lo sciroppo caldo alla farina e mescola con un cucchiaio di legno finché il composto diventa un impasto morbido e omogeneo. Lascialo intiepidire prima di lavorarlo con le mani, dato che appena fatto è ancora troppo caldo e appiccicoso per essere modellato.

Dare la forma e far asciugare: il riposo che decide il risultato

Su un piano leggermente infarinato forma dei cordoncini spessi quanto un dito e tagliali in pezzi di pochi centimetri; poi schiaccia leggermente le due estremità e assottiglia il centro, così il biscotto richiama la sagoma stilizzata di un piccolo osso. Non serve precisione, le forme irregolari fanno parte del carattere di questi dolci. Disponi i pezzi ben distanziati su una teglia coperta di carta da forno, perché durante la cottura lo zucchero cola e si allarga. Qui arriva il passaggio che non si può saltare: le ossa di morto devono asciugare all'aria per almeno 24 ore, e nella tradizione anche per alcuni giorni, finché la superficie è completamente secca al tatto e opaca. Se le inforni ancora umide, lo zucchero non resterà trattenuto dalla crosta e il biscotto si appiattirà in una sfoglia uniforme. Se la cucina è molto umida, prolunga il riposo e controlla che la parte sopra non resti lucida. Preparale con anticipo rispetto al 2 novembre e il tempo di attesa smetterà di essere un problema.

Cottura, bianco e caramello: come riconoscere il biscotto riuscito

Cuoci le ossa di morto in forno statico a circa 180 °C per 15-20 minuti, tenendole d'occhio negli ultimi minuti. Durante la cottura lo zucchero contenuto nell'impasto si scioglie e, trovando la crosta superiore già sigillata dall'asciugatura, scende verso il basso: la parte alta resta bianca, dura e un po' cava, mentre la base si scurisce e diventa un fondo caramellato e leggermente morbido. Sfornale quando il bordo inferiore è ambrato e lasciale raffreddare sulla teglia, perché da calde il caramello è ancora fluido e si staccherebbero male. Una volta fredde si conservano a lungo in una scatola di latta, lontano dall'umidità che ne ammorbidirebbe la crosta. Sono biscotti duri, pensati per essere spezzati e gustati con calma, e in Sicilia si accompagnano a un bicchiere di vino dolce come un marsala o un passito. Ricorda che restano vegane solo se non aggiungi glasse o decorazioni a base di albume: la ricetta di base, così com'è, non ne ha alcun bisogno.

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