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Gnocchi di zucca vegani senza uova: ricetta anti-sfaldamento

Aggiornato il 01 ottobre 20264 capitoli
Scegliere la zucca giusta per gli gnocchi di zucca vegani senza uova

Quale zucca scegliere per gnocchi vegani che tengono la cottura

Tutto comincia al banco della verdura, perché la riuscita degli gnocchi di zucca vegani senza uova dipende da quanta acqua porti in casa insieme all'ortaggio. Orientati sulle varietà a polpa soda e asciutta come la Delica o la Hokkaido, che restano farinose anche dopo la cottura; la violina e la butternut, più dolci ma anche più acquose, vanno benissimo purché tu le asciughi con cura in forno. Una polpa troppo umida ti costringe a correggere con farina su farina, e il risultato sono gnocchi duri, con quel fondo gessoso che resta in bocca. Se compri la zucca intera, controlla che la buccia sia integra e dura al tatto e che il picciolo sia secco e ben attaccato: è il segno di un frutto maturato con i suoi tempi. Dai tranci già tagliati pretendi invece una polpa compatta, di colore arancio pieno, senza zone molli o umide intorno ai semi. Partendo da una zucca così accorci i tempi di asciugatura e usi meno farina, quindi arrivi a gnocchi che sanno davvero di zucca.

Cuocere la zucca e impastare senza uova: asciugatura e leganti

Scelta la zucca, è la cottura a decidere la tenuta dell'impasto. Lascia perdere la lessatura, che gonfia la polpa di acqua: taglia la zucca a fette con la buccia e cuocila in forno statico a 200 °C per circa 30-40 minuti, finché si buca con la forchetta ma i bordi restano asciutti e appena caramellati; anche la friggitrice ad aria lavora bene, con tempi un po' più brevi. Poi preleva la polpa con un cucchiaio, passala allo schiacciapatate e lasciala raffreddare del tutto: unendo la farina a caldo, il vapore la bagna e ti ritrovi fra le mani un composto colloso. A questo punto pesa la polpa e regolati di conseguenza: per gli gnocchi di zucca vegani senza uova contano circa 50 grammi di fecola di patate ogni 500 grammi di purea, che asciuga e dà elasticità, più la farina unita poco alla volta fino a un impasto morbido ma che si stacca dalle dita. La farina di farro tiene meglio della 00 e lascia un sapore più pieno; in alternativa una o due patate lesse e schiacciate sostituiscono parte della zucca e rendono tutto più stabile. Impasta con mani leggere e fermati appena il composto è omogeneo, perché più lo lavori più sviluppi glutine e più gli gnocchi risultano duri.

Condimenti e varianti per gli gnocchi di zucca vegani

Gli gnocchi vanno tuffati in acqua bollente e salata, pochi per volta, e raccolti con la schiumarola appena salgono a galla. Il condimento conviene averlo già pronto in padella: la dolcezza della zucca chiede contrasti semplici, come olio evo scaldato con qualche foglia di salvia e una grattata di noce moscata, oppure burro vegetale e un rametto di rosmarino. Sposta gli gnocchi direttamente dalla pentola alla padella con un mestolo di acqua di cottura, perché l'amido che vi si è sciolto lega il condimento e lo fa aderire senza aggiungere altri grassi. Per una versione più avvolgente scalda del latte di soia non zuccherato con lievito alimentare in scaglie, sale e pepe, fino a ottenere una crema sottile da unire fuori dal fuoco. Chi ama i contrasti amari può aggiungere radicchio appassito in padella o cime di rapa saltate con l'aglio; le noci tritate grossolanamente, o la granella di nocciole tostata, danno la croccantezza che manca a un impasto così morbido. Spadella a fiamma viva un minuto o due, quanto basta a scaldare la superficie senza rompere gli gnocchi di zucca vegani, e porta in tavola subito, con una macinata di pepe nero.

Gli errori che fanno sfaldare gli gnocchi di zucca senza uova

Quasi tutti gli incidenti con gli gnocchi di zucca vegani senza uova nascono da un'umidità gestita male e corretta con la farina: se l'impasto si attacca, la tentazione è coprirlo di 00 finché diventa maneggevole, e si finisce con gnocchi pesanti. Meglio farlo riposare in frigorifero una quindicina di minuti, oppure aggiungere un cucchiaino di fecola alla volta, e fare la prova di un singolo gnocco in acqua bollente prima di formare tutto il resto: se tiene, procedi; se si apre, correggi ancora con poca fecola. Anche la cottura ha i suoi tranelli. Tieni l'acqua in bollore dolce e non tumultuoso, perché le bolle violente sbattono gli gnocchi contro le pareti della pentola, e scolali entro due o tre minuti da quando vengono a galla: oltre, la polpa cede e si disfa. Lascia perdere le farine di forza come la Manitoba, pensate per i lievitati lunghi e troppo tenaci in una pasta tanto delicata, e non ammassare gli gnocchi già formati su un piano liscio: disponili distanziati su un vassoio spolverato di semola, che li asciuga e impedisce che si incollino. Se non li cuoci subito, congelali proprio su quel vassoio e buttali in pentola senza scongelarli, calcolando un minuto in più.

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