Perchè scegliere le fette di kamut bio
Per la preparazione delle fette di kamut bio viene impiegata la farina di Triticum turgidum, un particolare tipo di cereale la cui cultivar denominata Khorasan è protetta dal marchio registrato Kamut® di proprietà dell'azienda Kamut International. Il marchio prevede che la coltivazione del Khorasan kamut segua il metodo biologico statunitense che, oltre a garantire la totale assenza di incroci o ibridazioni, assicuri la qualità dei prodotti ottenuti dalla sua lavorazione. Ma le proprietà più importanti del kamut sono dettate dai suoi valori nutrizionali, maggiori rispetto al pane prodotto con farina biologica di un qualsiasi altro frumento. Studi piuttosto approfonditi hanno dimostrato che il kamut contiene circa il 40% in più di proteine vegetali rispetto ad altre varietà di grano, oltre ad essere ricco di polifenoli e acidi grassi, zinco e magnesio. Dunque, durante i pasti o per uno snack pomeridiano, scegliere di consumare le fette di kamut bio significa soprattutto aiutare le cellule del nostro organismo a proteggersi dallo stress ossidativo. Non solo, consumate nella stessa quantità di altri prodotti di panificazione, le fette di kamut bio sfamano di più.
Il gusto del kamut: buono, forte e salutare
La farina di kamut è prodotta con il grano Khorasan coltivato da migliaia di anni nella Mezzaluna Fertile. Il Khorasan è un cereale di qualità superiore dal quale si ottiene questa farina ricca di proprietà nutrizionali benefiche per la salute. La farina di kamut viene impiegata per la preparazione di pasta, pane, grissini e fette di kamut bio, dal gusto molto piacevole e particolare, caratterizzato da un lieve sentore di noci. Il pane, come gli altri prodotti di panificazione, ha un colore scuro ed è molto soffice, mentre la pasta ha la qualità di tenere bene la cottura. La farina di kamut viene definita una farina "forte", perché pur avendo un'ottima capacità di trasformazione, le proteine in essa contenute costituiscono uno scheletro resistente nella struttura degli impasti durante la lievitazione e la cottura. Dunque i prodotti preparati con la farina di kamut mantengono una certa compattezza, motivo per il quale il suo impiego trova la resa migliore nella preparazione di impasti dolci e salati che hanno tempi lunghi di lievitazione, come ad esempio i panettoni.
Curiosità sul kamut
Non tutti conoscono la vera storia del kamut: si racconta che alla fine della seconda guerra mondiale, un pilota americano trovò a Dashare, in Egitto, all'interno di una tomba, una manciata di semi di almeno quattromila anni. Verso la fine degli anni Cinquanta, il pilota regalò alcuni di questi semi a un suo amico (la leggenda narra che ne regalò esattamente 36), che a sua volta li spedì al padre, agricoltore. Questi semi vennero così piantati, consentendo l'avvio di una piccola coltivazione. Denominato "grano del faraone Tut", il cereale dalle dimensioni così grandi rispetto al grano normale fece presto il giro delle fiere del Montana, ma dopo pochi anni fu completamente dimenticato fino agli anni Settanta. Una famiglia di agricoltori recuperò nello scantinato di un amico una scatola con questi semi e decise di coltivarli. Bob Quinn, il più giovane dei figli, talentuoso negli affari, decise di usare il nome egizio "kamut" per rendere riconoscibile quel grano e commercializzarlo con maggiore facilità. Così Quinn, dopo aver registrato nel 1989 il nome Kamut affiancandogli il marchio con la piramide egizia, fondò la Kamut International Ltd.
Panini vegetariani
Complice la fretta durante la pausa pranzo e la difficoltà di reperire piatti veloci ed al tempo stesso sani, il pasto consumato al volo, giusto per appagare l'appetito, è il nemico giurato del benessere (e della linea). Eppure basterebbe un panino fatto bene, non il solito panino, ovvero quello che appesantisce o peggio che non appaga, un panino preparato con ingredienti sani e naturali, in grado di dare all'organismo proteine, zuccheri e vitamine sufficienti all'organismo, per proseguire la giornata di lavoro. Partiamo dal pane: preparare un panino con il pane di kamut bio consente di assimilare la giusta dose di proteine buone, quelle vegetali, oltre che una quantità di acidi grassi, polifenoli, zinco e magnesio, più elevata rispetto ad altri tipi di pane bio. Le fette di kamut bio hanno un sapore piacevole, del tutto particolare che si accorda con gusti altrettanto forti, come ad esempio certi tipi di formaggi e verdure, quali: gorgonzola e feta, peperoni, melanzane, radicchio ecc., magari con l'aggiunta di qualche salsa saporita. È possibile preparare il panino per la pausa pranzo anche il giorno prima, perché le fette di kamut bio mantengono a lungo freschezza e fragranza.
Domande frequenti
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Quali sono le principali differenze nutrizionali tra il kamut e il grano tenero comune?Il kamut, appartenente alla specie Triticum turgidum, presenta un profilo nutrizionale significativamente più ricco rispetto alle varietà di grano moderno. Gli studi indicano che contiene circa il 40% in più di proteine vegetali, rendendolo un'opzione eccellente per chi cerca un apporto proteico di qualità. Inoltre, è particolarmente ricco di minerali essenziali come zinco e magnesio, nonché di antiossidanti sotto forma di polifenoli e acidi grassi. Questa densità nutrizionale non solo supporta meglio le funzioni cellulari contro lo stress ossidativo, ma garantisce anche un maggior potere saziante a parità di peso consumato rispetto al pane tradizionale.
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Perché il kamut è definito una farina "forte" e come influisce sulla lievitazione?La farina di kamut è classificata come "forte" grazie all'elevata presenza di proteine che formano una rete strutturale robusta e resiliente nell'impasto. Questo scheletro proteico resiste efficacemente ai processi di lievitazione e cottura, permettendo all'impasto di trattenere bene i gas prodotti dai lieviti senza collassare. Di conseguenza, i prodotti ottenuti mantengono una struttura compatta ma soffice. Questa caratteristica rende il kamut ideale per lievitazioni lunghe e complesse, come quelle necessarie per panettoni o brioches, garantendo prodotti finali stabili e dalla consistenza gradevole.
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È vero che il kamut è più facile da digerire rispetto ad altri frumenti?Anche se il testo non lo menziona esplicitamente, è una conoscenza consolidata che il kamut sia spesso meglio tollerato rispetto al grano moderno. La sua struttura genetica antica e meno modificata, unita alla minore concentrazione di glutenina specifica responsabile di alcune reazioni infiammatorie, lo rende più leggero. Tuttavia, va sottolineato che il kamut contiene glutine e non è adatto ai celiaci. Molte persone sensibili al grano comune riferiscono una minore sensazione di gonfiore addominale consumando prodotti a base di kamut, attribuendone il merito alla sua natura biologica e alla qualità superiore delle sue proteine.
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Come si conserva la freschezza delle fette di kamut bio per i pranzi al sacco?Uno dei vantaggi pratici delle fette di kamut bio è la loro capacità di mantenere freschezza e fragranza per un periodo prolungato rispetto ad altri pani. Questa caratteristica le rende perfette per la preparazione anticipata di panini per la pausa pranzo. Si consiglia di conservarle in un luogo fresco e asciutto o, per una conservazione ottimale, in freezer. Se congelate, basterà tostare leggermente le fette al momento del consumo per ripristinare la croccantezza esterna e la morbidezza interna, garantendo un pasto sano e appetitoso anche preparato il giorno precedente.
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Quali abbinamenti culinari sono consigliati per esaltare il gusto del kamut?Il kamut possiede un aroma distintivo, descritto come forte e gradevole, con note nocciolate che ricordano il burro o le nocciole. Questo profilo aromatico si sposa perfettamente con sapori intensi e decisi. In ambito salato, è ideale per accompagnare formaggi dal gusto marcato come gorgonzola, feta o pecorini stagionati, oppure verdure cotte e crude come peperoni, melanzane e radicchio. L'abbinamento può essere arricchito con salse saporite o olio extravergine d'oliva. Per la colazione, invece, le sue note dolciastre lo rendono perfetto con marmellate, miele o frutta fresca.





