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Senza Glutine · La celiachia

Intolleranza glutine

Aggiornato il 19 aprile 20174 capitoli5 domande frequenti
Spiga di grano

Quali sono le cause dell'intolleranza glutine?

L'intolleranza al glutine ha origini prettamente genetiche, e si manifesta in individui quindi già predisposti a questa malattia. In essi, l'assunzione anche solo di tracce di glutine, contenuto generalmente nei cereali, scatena una reazione immunitaria a livello dell'intestino, che evolve in un'infiammazione cronica tale da produrre un'atrofia dei villi intestinali.Le pareti dell'intestino, a lungo andare, subiscono un lento e progressivo appiattimento dei villi intestinali, che non riescono più ad assorbire le sostanze nutritive contenute nei cibi, con conseguenze abbastanza dannose alla salute.

I sintomi dell'intolleranza al glutine

L'intolleranza al glutine si avverte con sintomi che si manifestano come dolori addominali, gonfiore al ventre, diarrea, feci chiare e produzione di gas, dolori alle articolazioni ed alle ossa, dimagrimento, anemia, stanchezza cronica, crampi muscolari, irritazioni della cute, danneggiamento dello smalto dei denti, ulcere alla bocca dolorose, insensibilità agli arti, vomito e mancanza d'appetito. Nei bambini possono manifestarsi anche rallentamenti nella crescita e bassa statura da adulti. I sintomi possono variare molto nell'entità, da individuo ad individuo, ed anche nell'età dell'insorgenza.

Come si diagnostica l'intolleranza al glutine

L'intolleranza al glutine si diagnostica con un esame del sangue in cui devono essere ricercati gli anticorpi specifici della celiachia e cioè l'antigliadina e gli anticorpi anti-transglutaminasi. In caso di esito positivo degli esami del sangue, si deve procedere con ulteriori esami in grado di diagnosticare in modo certo l'intolleranza al glutine, ovvero la celiachia. Il medico prescriverà in questi casi una endoscopia duodenale con biopsia dell'intestino, in grado di constatare l'atrofia dei villi intestinali e quindi consentire, con certezza quasi assoluta, di diagnosticare la celiachia.

Come curare l'intolleranza al glutine

L'unico modo per far regredire i sintomi della celiachia è seguire una dieta priva di cibi che contengono il glutine. Si devono quindi evitare cereali (orzo, avena, segale, grano, farro, kamut ecc.), pane, prodotti da forno, pasta, semola ed in generale tutti i cibi che contengono anche semplici tracce di glutine. La completa esclusione dalla dieta alimentare dei cibi senza glutine è comunque abbastanza difficile da realizzare, poichè si possono trovare tracce di cereali di cui non è consentita l'assunzione ai celiaci, in tantissimi prodotti alimentari, ma questo è l'unico rimedio all'intolleranza al glutine.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali sintomi fisici e sistemici dell'intolleranza al glutine?
    I sintomi dell'intolleranza al glutine variano notevolmente da persona a persona e possono comparire a qualsiasi età. Le manifestazioni gastrointestinali più comuni includono dolori addominali, gonfiore, diarrea, feci chiare e produzione eccessiva di gas. Tuttavia, la celiachia colpisce tutto l'organismo: sono frequenti sintomi extra-intestinali come affaticamento cronico, anemia, perdita di peso inspiegabile, dolori articolari e ossei, nonché problemi dermatologici come irritazioni cutanee e danni allo smalto dentale. Nei bambini, oltre ai disturbi digestivi, si possono osservare ritardi nella crescita e bassa statura definitiva. Anche ulcere orali dolorose e crampi muscolari segnalano spesso la presenza della patologia.
  • Come avviene la diagnosi ufficiale della celiachia?
    La diagnosi non si basa sui soli sintomi, ma segue un protocollo preciso. Il primo passo consiste in un esame del sangue per rilevare la presenza di anticorpi specifici, principalmente l'anti-transglutaminasi e l'antigliadina. Se questi risultati risultano positivi, il medico specialista prescrive un esame invasivo ma definitivo: l'endoscopia duodenale con biopsia. Durante questa procedura, il prelievo di tessuto intestinale permette di verificare l'atrofia dei villi intestinali, confermando così con quasi assoluta certezza la diagnosi di celiachia. È fondamentale non iniziare la dieta senza glute prima delle analisi, poiché ciò potrebbe alterare i risultati diagnostici.
  • Esiste una cura farmacologica per guarire dall'intolleranza al glutine?
    Al momento non esiste alcuna terapia farmacologica in grado di curare definitivamente la celiachia o l'intolleranza al glutine. L'unica strategia terapeutica efficace e riconosciuta scientificamente è l'adesione rigorosa e permanente a una dieta completamente priva di glutine. Questa esclusione permette ai villi intestinali danneggiati di rigenerarsi e recuperare la capacità di assorbire i nutrienti, facendo regredire i sintomi. Poiché il glutine è presente in molti cereali comuni come grano, orzo, segale e talvolta avena contaminata, la gestione della malattia richiede una attenta lettura delle etichette per evitare anche le minime tracce di questi ingredienti nei prodotti alimentari.
  • Perché l'intolleranza al glutine è considerata una malattia genetica?
    L'intolleranza al glutine, nota clinicamente come celiachia, ha una forte base genetica. Si manifesta esclusivamente negli individui che possiedono determinati geni predisponenti, in particolare gli antigeni HLA-DQ2 e HLA-DQ8. Non basta avere questi geni per ammalarsi, ma senza di essi la malattia non si sviluppa mai. Quando un soggetto geneticamente predisposto introduce il glutine nella dieta, il suo sistema immunitario identifica erroneamente questa proteina come una minaccia. Questo innesca una reazione autoimmune che attacca i tessuti sani, causando l'infiammazione cronica e l'atrofia dei villi intestinali, compromettendo gravemente l'assorbimento dei nutrienti.
  • Cosa succede all'intestino se si continua a mangiare glutine nonostante l'intolleranza?
    Il consumo continuato di glutine da parte di un soggetto intollerante provoca una risposta immunitaria persistente che danneggia progressivamente l'intestino tenue. L'infiammazione cronica porta all'applanamento e all'atrofia dei villi intestinali, quelle piccole proiezioni a dito che aumentano la superficie di assorbimento. Con il tempo, queste strutture scompaiono, rendendo l'intestino incapace di assorbire correttamente vitamine, minerali e altri nutrienti essenziali. Questa malassorbimento causa carenze nutrizionali severe, che si traducono in anemia, osteoporosi, perdita di peso e indebolimento del sistema immunitario, con conseguenze negative sulla salute generale a lungo termine.

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