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Senza Glutine · La celiachia

Disturbi della celiachia

Aggiornato il 29 settembre 20264 capitoli5 domande frequenti
Spiga grano

I disturbi della celiachia più frequenti

I disturbi causati dalla celiachia possono variare da individuo a individuo. I sintomi più frequenti e più diffusi della celiachia sono comunque la diarrea e la perdita di peso corporeo, che colpiscono quasi un terzo delle persone colpite da questa malattia, senso di debolezza, di stanchezza e perdita di energia vitale. Molti disturbi sono dovuti al cattivo assorbimento dei nutrienti contenuti nei cibi, a causa di una reazione immunitaria al glutine, che si manifesta all'interno dell'intestino tenue causando un danneggiamento dei villi intestinali che perdono la loro funzionalità e la loro capacità di assorbire le sostanze nutritive. Tra i principali troviamo l'anemia, che si manifesta con bassi livelli di emoglobina nel sangue, l'osteoporosi, le dermatiti, il mal di testa e i dolori articolari.

Cause e danni della celiachia

La celiachia è causata dal glutine, presente in molti cibi facenti parte della nostra alimentazione quotidiana come il pane e la pasta, che scatenano all'interno dell'intestino tenue una reazione immunitaria. Questa causa un'infiammazione del rivestimento interno dell'intestino e dei villi intestinali, provocandone l'atrofia con il conseguente cattivo assorbimento di alcune sostanze nutritive che giovano alla buona salute generale dell'individuo. Nei bambini la celiachia è in grado addirittura di rallentare lo sviluppo e la crescita, ritardando la pubertà e favorendo una bassa statura, che persiste anche da adulti. Altri danni dovuti alla celiachia si possono riscontrare anche a livello dello smalto dei denti, a livello neurologico con conseguente iperattività, mancanza di attenzione e rallentamenti nell'apprendimento.

Test per la diagnosi di celiachia

Se si presentano alcuni disturbi della celiachia, ed essa non è stata ancora diagnosticata, è possibile sottoporsi ad una serie di test ed esami per accertarsi di non esserne affetti, o, in caso di esito positivo, prendere tutte le misure per cercare di arginarla. Prima di effettuare qualsiasi esame non bisogna interrompere l'assunzione di cibi contenenti glutine, per evitare che i loro risultati non siano significativi. Il primo esame da eseguire è quello del sangue, per rilevare se vi è la presenza di anticorpi che indicano una risposta immunitaria verso il glutine. Gli anticorpi potrebbero essere presenti anche senza sintomi significativi della malattia. In presenza di esami del sangue positivi si può effettuare un'endoscopia dell'intestino tenue con un'eventuale biopsia del tessuto dei villi.

Rimedi e cure

L'unico rimedio per combattere la celiachia è un'alimentazione priva di glutine. Per eliminarne i disturbi quindi, si deve cercare di non mangiare alimenti che contengono grano, farina, semola, orzo, segale, farro, malto e più in generale quelli che contengono glutine. Se si evita di ingerire questa tipologia di cibi, in genere, dopo alcune settimane, i sintomi ed i disturbi della celiachia iniziano a regredire, ma la completa guarigione può richiedere mesi o anche anni, poiché essa richiede la ricostruzione di tutti i villi intestinali precedentemente danneggiati dalla malattia. È importante quindi controllare le confezioni dei prodotti alimentari per accertarsi che essi non contengano glutine. Infatti se ne possono trovare tracce anche in alimenti come birra, sughi, minestre e molti altri.

Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali della celiachia?
    I disturbi più comuni includono diarrea, perdita di peso, debolezza e stanchezza cronica. Questi sintomi derivano dall'incapacità dell'intestino tenue di assorbire correttamente i nutrienti a causa del danno ai villi intestinali causato dal glutine. Tuttavia, la celiachia può manifestarsi anche con problemi meno digestivi come anemia, osteoporosi, dermatiti, mal di testa e dolori articolari. In alcuni casi, specialmente nei bambini, si osservano ritardi nella crescita e nello sviluppo pubertario.
  • Come avviene la diagnosi della celiachia?
    La diagnosi inizia con esami del sangue per rilevare specifici anticorpi anti-glutine. È fondamentale continuare a consumare alimenti contenenti glutine prima dei test, altrimenti i risultati potrebbero essere falsamente negativi. Se gli esami del sangue risultano positivi, si procede solitamente con un'endoscopia dell'intestino tenue per prelevare un campione di tessuto (biopsia) e confermare il danno ai villi intestinali. Solo questi passaggi permettono una diagnosi certa.
  • Esiste una cura farmacologica per la celiachia?
    Attualmente non esiste alcuna cura farmacologica o medicinale per la celiachia. L'unica terapia efficace e riconosciuta scientificamente è la dieta rigorosamente priva di glutine per tutta la vita. Eliminando completamente grano, orzo, segale e derivati, si permette all'intestino di guarire progressivamente. Qualsiasi assunzione accidentale di glutine può riattivare la risposta immunitaria e il danno intestinale, rendendo essenziale la costanza nell'adesione alla dieta.
  • Quanto tempo ci vuole per guarire dai sintomi della celiachia?
    Dopo l'inizio della dieta senza glutine, i sintomi gastrointestinali come la diarrea tendono a migliorare già dopo alcune settimane. Tuttavia, la guarigione completa della mucosa intestuale e la ricostruzione dei villi danneggiati richiedono tempi molto più lunghi, spesso diversi mesi o persino anni. Durante questo periodo, il corpo recupera gradualmente la capacità di assorbire nutrienti essenziali, risolvendo condizioni come l'anemia o l'osteoporosi associata alla malattia.
  • Cosa contiene il glutine oltre al pane e alla pasta?
    Il glutine è presente in tutti i cereali affini come frumento, farro, kamut, orzo, segale e triticale. Tuttavia, può nascondersi in molti prodotti trasformati. Bisogna fare attenzione a birre (tranne quelle specifiche senza glutine), salse, sughi pronti, minestrine, insaccati, caramelle e alcuni integratori. Leggere attentamente le etichette è cruciale, poiché tracce di glutine possono derivare da contaminazioni crociate durante la produzione industriale.

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