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Intolleranza al lattosio diagnosi

Aggiornato il 03 maggio 20174 capitoli5 domande frequenti
Bicchieri di latte con lattosio

Che cos'è l'intolleranza al lattosio?

Quando si parla di intolleranza al lattosio ci si riferisce precisamente ad una carenza o alla totale assenza di un enzima dedicato alla digestione di questo problematico zucchero del latte. L'enzima in questione è chiamato lattasi. Il lattosio, al contrario di quanto si possa pensare, non è presente solo nel latte, in cui vi è una concentrazione massiccia di ben il 98%, ma si può trovare anche nei prodotti che sono suoi diretti derivati, come il formaggio, i formaggini, i gelati, le creme e in molti prodotti industriali, come le merendine, i cioccolatini e tanti altri ancora. Quando si assume il lattosio con l'alimentazione, nei soggetti affetti dall'intolleranza, il suddetto zucchero non riesce ad essere digerito a causa dell'assenza o della carenza della lattasi. La principale conseguenza di questa mancata digestione è la permanenza del lattosio nell'intestino crasso, luogo in cui l'attacco da parte della flora intestinale comporta una sovrapproduzione di gas intestinali e un eccessivo richiamo d'acqua nell'intestino.

La frequente sintomatologia dell'intolleranza al lattosio

I primi e principali sintomi dell'intolleranza al lattosio, di solito, iniziano a verificarsi a partire dalla mezz'ora successiva all'assunzione di questo particolare zucchero attraverso il cibo, e fino a due ore dopo aver mangiato o bevuto cibi contenenti il lattosio. I sintomi più comuni includono, solitamente: diarrea, nausea, crampi allo stomaco, sensazione di compressione in tutta la zona addominale, gas intestinali, vertigini e dolore di testa, disturbi del sonno, costipazione, dermatiti e prurito, aumento della sudorazione. Molto spesso, però, a soffrire di questi sintomi non sono soltanto le persone intolleranti al lattosio. Può capitare che questa sintomatologia sia indipendente dalla carenza o assenza di lattasi, poiché è comune a molte altre patologie a carico dell'intestino, come il Morbo di Crohn e la sindrome del colon irritabile.

Diverse forme di intolleranza al lattosio

Le forme di intolleranza al lattosio sono sostanzialmente tre e includono una forma primaria detta anche genetica, una forma secondaria conosciuta come forma acquisita e, infine una terza forma che risulta essere molto rara, che è la forma congenita. La forma primaria o genetica è la più classica e diffusa, ed è causata dalla carenza o assenza di produzione dell'enzima lattasi. Può presentarsi fin dalla tenera età, a partire dai due anni di vita, e coincide generalmente con il periodo di svezzamento. Frequentemente si manifesta in età adolescenziale o negli adulti a causa del drastico abbassamento di produzione dell'enzima lattasi. La forma secondaria o acquisita è dipendente da altre patologie dell'intestino in forma acuta, come ad esempio il colera o l'enterite, o in forma cronica, come il morbo di Crohn, la celiachia, la sindrome del colon irritabile. In genere la sua durata è transitoria e direttamente legata alla guarigione dalla malattia che l'ha scatenata. Infine, la terza forma, congenita, insorge alla nascita e permane per sempre. È la più rara delle tre forme. Per scoprire da quale di queste tre forme si è affetti è necessario fare un'intolleranza al lattosio diagnosi.

Il Breath Test

Prima di decidere autonomamente di eliminare latte e derivati dalla nostra dieta, è preferibile procedere alla intolleranza al lattosio diagnosi, che ne rileverà la presenza e, in tal caso, anche la gravità. I metodi più diffusi per arrivare alla diagnosi di intolleranza al lattosio sono essenzialmente due e si tratta di: Breath Test e Test Genetico, ma anche un semplice esame delle feci può dare importanti informazioni. Attraverso il Breath Test, il cui nome esatto è H2-Breath Test, si verifica se, dopo l'assunzione a digiuno di un certo quantitativo di lattosio, è presente idrogeno nell'aria espirata dal paziente che soffierà all'interno di una sacca, ogni mezz'ora, per un determinato periodo di tempo. L'affidabilità è di circa il 75%. Attraverso il Test Genetico, invece, praticato mediante prelievo con un tampone di una minuscola porzione di mucosa della guancia, si verifica se il soggetto è predisposto geneticamente a sviluppare una carenza di lattasi. In caso di risposta positiva, si attueranno una serie di misure preventive sia alimentari che di stili di vita. La facilità di esecuzione e l'elevata affidabilità, che si attesta intorno al 95%, lo rendono il test di scelta nella intolleranza al lattosio diagnosi.

Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali dell'intolleranza al lattosio e quando compaiono?
    I sintomi dell'intolleranza al lattosio si manifestano tipicamente tra i 30 minuti e le due ore successive all'ingestione di cibi contenenti lattosio. Le manifestazioni più comuni includono diarrea, nausea, crampi addominali, forte sensazione di gonfiore e gas intestinali. Tuttavia, il quadro clinico può variare e includere anche vertigini, mal di testa, disturbi del sonno, costipazione, dermatiti e aumento della sudorazione. È importante notare che questi segni non sono esclusivi dell'intolleranza al lattosio, poiché possono comparire anche in altre patologie gastrointestinali come la sindrome del colon irritabile o il morbo di Crohn, rendendo necessaria una valutazione medica specifica.
  • Quali sono le diverse forme di intolleranza al lattosio esistenti?
    Esistono principalmente tre forme di intolleranza al lattosio. La forma primaria o genetica è la più diffusa; deriva da una ridotta produzione naturale di lattasi che può manifestarsi dopo lo svezzamento, in adolescenza o in età adulta. La forma secondaria o acquisita è temporanea e dipende da malattie intestinali acute (come enteriti) o croniche (come celiachia o morbo di Crohn); scompare solitamente con la guarigione della patologia sottostante. Infine, esiste la forma congenita, estremamente rara, che si presenta alla nascita e persiste per tutta la vita a causa di una completa assenza di lattasi sin dalla nascita.
  • Cos'è il Breath Test e come funziona per la diagnosi?
    Il Breath Test, tecnicamente noto come H2-Breath Test, è uno dei metodi più diffusi per diagnosticare l'intolleranza al lattosio. Durante l'esame, il paziente digiuna e beve una soluzione contenente una quantità standardizzata di lattosio. Successivamente, deve soffiare periodicamente in una sacca raccoglitrice (ogni mezz'ora per alcune ore) per analizzare l'idrogeno espirato. Se i batteri intestinali fermentano il lattosio non assorbito, producono idrogeno che viene rilevato nell'aria espirata. Questo metodo ha un'affidabilità stimata intorno al 75% e permette di confermare la presenza dell'intolleranza e valutarne la gravità.
  • In cosa consiste il Test Genetico per l'intolleranza al lattosio?
    Il Test Genetico è considerato il metodo diagnostico più affidabile, con una precisione che si attesta intorno al 95%. A differenza del Breath Test, che valuta la funzionalità enzimatica attuale, questo esame determina la predisposizione genetica dello sviluppo della carenza di lattasi. La procedura è semplice e non invasiva: avviene tramite un prelievo di cellule dalla mucosa della guancia utilizzando un apposito tampone. Un risultato positivo indica che il soggetto è geneticamente predisposto a sviluppare l'intolleranza, permettendo così di adottare tempestivamente misure preventive alimentari e modifiche nello stile di vita prima che i sintomi diventino problematici.
  • È possibile fare autodiagnosi eliminando il lattosio dalla dieta senza esami medici?
    Non è consigliabile procedere a un'autodiagnosi basata esclusivamente sull'eliminazione del lattosio. Sebbene rimuovere latte e derivi dalla dieta possa alleviare i sintomi, questi ultimi sono aspecifici e comuni ad altre patologie intestinali più gravi, come il morbo di Crohn o la celiachia. Una diagnosi corretta richiede l'identificazione della causa precisa (primaria, secondaria o congenita) attraverso test specifici come il Breath Test o il Test Genetico. Solo un medico può distinguere l'intolleranza al lattosio da altre condizioni e indicare la terapia appropriata, evitando errori che potrebbero mascherare problemi di salute più seri.

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