Pasticceriadelcorso.it · guide e consigli pratici
Senza Lattosio · Intolleranza lattosio

Test allergia lattosio

Aggiornato il 30 maggio 20174 capitoli5 domande frequenti
Alimenti contenenti lattosio

Intolleranza al lattosio: quali sono i sintomi

Il lattosio è una sostanza contenuta in tutti gli alimenti a base di latte. Si tratta di uno zucchero complesso, il disaccaride, che necessita di essere idrolizzato nell'intestino tenue. Questo compito spetta all'enzima lattasi, che lo scinde in glucosio e galattosio, due zuccheri semplici che possono essere facilmente digeriti. Nei soggetti intolleranti al lattosio l'enzima lattasi è assente, oppure presenta livelli molto bassi. In questo caso il disaccaride raggiunge il colon sotto forma di zucchero complesso. Difficile da digerire provoca i processi di fermentazione che danno origine ai principali disturbi lamentati da coloro che soffrono di questa malattia. Flatulenza, gonfiore addominale e coliche sono in realtà il risultato dei gas prodotti durante la fermentazione. La presenza di questi sintomi può quindi far supporre un'intolleranza che un semplice test allergia lattosio potrà confermare.

Test allergia lattosio: come viene eseguito

I principali test allergia lattosio, ovvero quelli che consentono di individuare una eventuale carenza dell'enzima lattasi sono due: l'H2 Breath Test ed il test genetico. Il primo, conosciuto anche come test del respiro, misura la quantità di idrogeno nel respiro del paziente, prima e dopo aver ingerito alimenti contenenti lattosio. In presenza dell'intolleranza infatti, una parte dei gas prodotti durante la fermentazione vengono assorbiti dai polmoni e rilasciati durante la fase di respirazione. Se i valori di idrogeno presenti dopo aver ingerito il lattosio sono maggiori rispetto a quelli rilevati precedentemente, è molto probabile che il soggetto soffra di questo disturbo. Perché i valori non risultino alterati da altri fattori, occorre però prendere alcune precauzioni, come evitare l'assunzione di antibiotici e farmaci gastroprotettori, alimenti probiotici e yogurt. Il giorno antecedente l'esecuzione del test occorre seguire una dieta specifica. Il test genetico invece, oltre ad essere molto più preciso ed affidabile, non richiede preparazioni particolari. Viene eseguito prelevando un campione di saliva con un tampone e si basa sull'analisi del DNA.

I due test allergia lattosio a confronto

Come abbiamo visto l'H2 breath test è uno dei principali esami che vengono eseguiti per stabilire se un soggetto presenta intolleranza al lattosio. Tuttavia questo test presenta un gran numero di limitazioni rispetto a quello genetico. Innanzitutto necessita di una preparazione piuttosto lunga (le prime limitazioni avvengono circa un mese prima di effettuare l'esame), di una permanenza nella struttura ospedaliera di molte ore e del fastidio dei disturbi causati dal dover ingerire lattosio. Inoltre è soggetto a possibili interpretazioni errate dell'esame effettuato sul respiro del paziente. Alcuni cambiamenti della flora intestinale possono arrivare a modificare la quantità di idrogeno presente nel respiro, alterando i risultati del test. Infine, a differenza del test genetico, l'esame del respiro non potrà stabilire se, in presenza di intolleranza, si tratti di un fenomeno primario o secondario, particolare che risulta molto importante per stabilire la procedura di intervento. Il test genetico risulta ad oggi molto più affidabile ed efficace, in quanto i valori vengono ricercati nel DNA del soggetto e non sono soggetti ad errate interpretazioni.

Come comportarsi

Se il test allergia lattosio risulta positivo occorre innanzitutto eliminare dalla propria dieta tutti quegli alimenti che contengono la sostanza responsabile del proprio malessere fisico. Una dieta appropriata riuscirà a portare fin dai primi giorni notevoli miglioramenti. Se si tratta di intolleranza primaria, ovvero permanente, la miglior cura consiste nell'apprendere come conviverci al meglio. In commercio è possibile trovare alcuni integratori di lattasi che permettono di ingerire alimenti contenenti lattosio senza avere particolari problemi. L'intolleranza primaria è infatti scritta nel nostro DNA e non potrà in alcun modo essere eliminata. Gli integratori consentono così, anche ai soggetti colpiti, di beneficiare delle innumerevoli proprietà benefiche del latte, noto apportatore di calcio, proteine, vitamina D e carboidrati. Nel caso di intolleranza secondaria invece, è un fenomeno transitorio che può insorgere in seguito a particolari malattie o infezioni dell'intestino. In questo caso la cura della causa che l'ha prodotta permetterà un totale regresso del disturbo.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il test del respiro (H2 Breath Test) e il test genetico per l'intolleranza al lattosio?
    Il test del respiro (H2 Breath Test) misura la quantità di idrogeno espirato dopo l'ingestione di lattosio, indicando la fermentazione batterica nell'intestino. È un metodo funzionale ma può essere influenzato da fattori come la flora intestinale, l'uso di antibiotici o probiotici, richiedendo una preparazione dietetica accurata. Al contrario, il test genetico analizza direttamente il DNA tramite un campione di saliva per identificare varianti genetiche associate alla lattasi. Questo secondo metodo è considerato più affidabile, preciso e immediato, poiché non subisce interferenze metaboliche esterne e permette di distinguere chiaramente tra intolleranza primaria (genetica) e secondaria.
  • Cosa devo mangiare o evitare prima di eseguire il test del respiro per lattosio?
    Per garantire l'affidabilità dei risultati del test del respiro, è fondamentale seguire precise precauzioni. Il giorno precedente l'esame si deve adottare una dieta specifica priva di lattosio per evitare residui di fermentazione. Inoltre, nelle settimane precedenti (fino a un mese), bisogna sospendere l'assunzione di antibiotici, farmaci gastroprotettori, integratori probiotici e alimenti fermentati come lo yogurt, poiché questi elementi alterano la flora batterica intestinale e, di conseguenza, la produzione di idrogeno nel respiro. Rispettare rigorosamente queste regole evita falsi positivi o negativi dovuti a variazioni della microflora intestinale.
  • L'intolleranza al lattosio ha cura definitiva o è una condizione permanente?
    La risposta dipende dal tipo di intolleranza. Nell'intolleranza primaria, la più comune negli adulti, la carenza di lattasi è genetica e permanente; non esiste una cura che elimini definitivamente il disturbo, ma si gestisce attraverso la dieta o l'uso di integratori enzimatici. Nell'intolleranza secondaria, invece, il disturbo è transitorio e nasce come conseguenza di altre patologie intestinali (come infezioni, celiachia o infiammazioni). In questo caso, curando la malattia sottostante che ha danneggiato le cellule intestinali produttrici di lattasi, l'intolleranza regredisce completamente e la tolleranza al lattosio torna normale.
  • Posso assumere integratori di lattasi per continuare a bere latte nonostante l'intolleranza?
    Sì, gli integratori di lattasi sono una soluzione efficace per chi soffre di intolleranza primaria. Questi supplementi contengono l'enzima lattasi necessario per scomporre il lattosio negli zuccheri semplici (glucosio e galattosio) prima che arrivi al colon, prevenendo così i sintomi dolorosi come gonfiore e flatulenza. L'assunzione degli integratori consente di beneficiare nuovamente dei nutrienti essenziali contenuti nel latte, come calcio, proteine, vitamina D e carboidrati, senza subire le conseguenze digestive negative. È consigliabile assumere l'integratore insieme agli alimenti contenenti lattosio per massimizzare l'efficacia.
  • Quali sono i sintomi tipici che dovrebbero portarmi a richiedere un test per il lattosio?
    I sintomi dell'intolleranza al lattosio compaiono generalmente entro 30 minuti e due ore dopo l'assunzione di prodotti caseari, poiché il lattosio non digerito raggiunge il colon e subisce un processo di fermentazione da parte dei batteri intestinali. I segni principali includono flatulenza eccessiva, gonfiore addominale, crampi o coliche addominali, diarrea e talvolta nausea. Questi disturbi sono causati dall'accumulo di gas e dalla presenza di zuccheri non assorbiti nell'intestino crasso. Se si manifestano regolarmente dopo aver consumato latte, yogurt o formaggi freschi, è opportuno sottoporsi a un test diagnostico per confermare l'intolleranza ed escludere altre patologie gastrointestinali.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche