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Senza Glutine · La celiachia

Esami celiachia

Aggiornato il 19 aprile 20174 capitoli5 domande frequenti

Considerazioni preliminari esami celiachia

Il sospetto di essere celiaci talvolta deriva dal non riuscire a dare una spiegazione logica a determinati malesseri, oppure quando un consulto con il medico e l'assenza di una risposta proveniente dalle tradizionali analisi di laboratorio, porta a propendere anche verso questa ipotesi.É opportuno sottolineare come molti di questi sintomi non abbiano una correlazione assoluta con l'intolleranza al glutine.Per esempio il gonfiore addominale, accompagnato da dolore e diarrea potrebbe derivare da una forma virale o para influenzale, oppure derivare dalla sindrome del colon irritabile. Anche i dolori articolari e le dermatiti, indicati come segnali premonitori della celiachia potrebbero riguardare semplici nevralgie, infiammazioni o affezioni croniche di altra natura. É pertanto eccessivamente superficiale associare direttamente questi sintomi alla malattia. Occorreranno degli esami celiachia.

Parlarne con il proprio medico

L'abitudine all'autodiagnosi può davvero essere controproducente, ma nonostante le indicazioni ad evitare il fai da te, ancora molte persone ritengono di poter bypassare il medico dando per certo di essere affette dalla celiachia. Esistono inoltre esami spacciati come infallibili che non hanno invece nessuna valenza scientifica e vengono praticati solo per spillare i soldi al mal capitato. É sempre opportuno, prima di sottoporsi a qualsiasi test, chiedere informazioni sulla sua attendibilità, magari effettuando anche delle ricerche su internet per sondare se davvero siamo di fronte ad una pratica medica riconosciuta oppure si tratta di un accertamento empirico basato su concetti estranei alla medicina tradizionale. Non sono rari i casi documentati anche dai network nazionali dove alcune persone si sono viste diagnosticare malattie pur essendo sanissime.

Esami celiachia sangue

Gli accertamenti per scoprire se si è intolleranti al glutine devono essere visti come lo sfogliare una cipolla. Si procede uno strato alla volta, fino a giungere al cuore. Se dopo un consulto medico accurato, questi ritiene che ci siano abbastanza elementi dei vostri malesseri che possano indurre il sospetto che possiate essere soggetti celiaci, allora potrà prescrivere degli appositi esami. Nonostante venga indicato come idoneo a rivelare la positività alla malattia in realtà l'esame delle feci è solo di tipo complementare. Vale a dire che aggiunge un tassello alla chiave di lettura che deriva da appositi esami del sangue. Questo tipo di accertamento ematico mira alla ricerca di ben determinati anticorpi che il nostro organismo produce in risposta allo stimolo del glutine, che considera come pericoloso.

La biopsia, il metodo per eccellenza

Volendo fugare ogni dubbio in merito alla presenza della malattia, è possibile procedere con esofagogastroduodenoscopia, un termime medico lunghissimo che indica semplicemente una biopsia del duodeno.Si tratta, ovviamente, di un esame invasivo che viene realizzato attraverso l'introduzione di una sonda che passando per la bocca arriva fino al livello del duodeno, dal quale verrà asportato un piccolo campione tissutale per poi essere analizzato.I tempi di attesa per una risposta possono variare nell'ordine dei 15 giorni.Questo genere di esame è sicuramente visto con molta diffidenza, essendo particolarmente sgradevole, ma rappresenta un metodo che concede una certezza diagnostica tale da poter affermare o negare lo stato di celiachia.Gli altri esami celiachia, invece, potranno essere solo di conforto a questo screening finale.

Domande frequenti

  • Quali sono i primi esami del sangue richiesti per sospettare la celiachia?
    Il percorso diagnostico inizia solitamente con un prelievo ematico per dosare specifici anticorpi anti-endomisio (EMA), anti-transglutaminasi tissutale (tTG-IgA) e anti-deamidamina gliadina (DGP). Questi marcatori indicano se il sistema immunitario sta reagendo in modo anomalo al glutine. È fondamentale effettuare questi esami mentre si segue ancora una dieta contenente glutine; interrompere il consumo di cereali prima del prelievo potrebbe falsare i risultati, portando a falsi negativi e rendendo difficile la diagnosi corretta.
  • La biopsia intestinale è obbligatoria per confermare la celiachia?
    Nella maggior parte dei casi adulti, sì. L'esofagogastroduodenoscopia con prelievo di campioni dal duodeno rimane il gold standard diagnostico per visualizzare i danni alla mucosa intestinale. Tuttavia, esistono eccezioni pediatriche specifiche dove, in presenza di livelli molto elevati di anticorpi e genetica compatibile, la biopsia potrebbe essere omessa secondo linee guida internazionali aggiornate. Per gli adulti, la conferma istologica è quasi sempre necessaria per distinguere la celiachia da altre forme di sensibilità al glutine.
  • Posso fare gli esami della celiachia senza mangiare glutine?
    No, assolutamente no. Per ottenere risultati affidabili dagli esami sierologici (del sangue), devi aver consumato quantità significative di glutine nelle settimane precedenti il prelievo. Se hai già intrapreso una dieta senza glutine, gli anticorpi nel sangue potrebbero diminuire o scomparire, rendendo gli esami inutilizzabili. In tal caso, il medico potrebbe proporre un "test di provocazione" sotto stretto controllo clinico, reintroducendo il glutine per un periodo limitato prima dei controlli.
  • Cosa significano gli esami negativi se ho comunque sintomi intestinali?
    Esami del sangue negativi rendono altamente improbabile la celiachia classica, ma non eliminano altre condizioni. Sintomi come gonfiore, dolore e diarrea possono derivare dalla Sindrome dell'Intestino Irritabile (IBS), dalla sensibilità non celiaca al grano, da infezioni batteriche o da intolleranze alimentari diverse (come il lattosio). In questi casi, il medico valuterà ulteriori approfondimenti clinici e dietetici per identificare la vera causa dei disturbi, evitando inutili restrizioni alimentari premature.
  • È vero che esistono test alternativi infallibili per la celiachia?
    No, è importante diffidare di test commerciali non validati scientificamente, come quelli sulle IgG, sull'analisi del capello o sui test reattivi alle feci non standardizzati. Queste metodiche non sono riconosciute dalle società scientifiche gastroenterologiche mondiali e spesso portano a diagnosi errate. L'unica via sicura passa attraverso la sierologia convenzionale (IgA) e, se necessario, la biopsia duodenale eseguita presso strutture ospedaliere accreditate, seguendo protocolli medici rigorosi.

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