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Senza Glutine · La celiachia

Gastroscopia per celiachia

Aggiornato il 05 aprile 20174 capitoli5 domande frequenti
analisi del sangue per celiachia

Gli esami per diagnosticare la celiachia

La celiachia è una forma di intolleranza alimentare sempre più diffusa nei tempi odierni. Si verifica con sintomi diversi nell'adulto e nel bambino: gonfiore addominale, vomito, diarrea o stitichezza, feci chiare e oleose e perdita del peso corporeo nei primi e frequente affaticamento, dolore alle ossa e alle articolazioni, formicolio negli arti, forme di ansia e depressione negli adulti uniti alla mancanza di mestruazioni, sterilità e maggiore probabilità di aborti nelle donne. Diagnosticare la celiachia richiede esami ben precisi e accurati che si possono suddividere in analisi del sangue, gastroscopia e biopsia. Gli esami su un campione di sangue sono un controllo preliminare per trovare gli anticorpi che causano la celiachia. Successivamente, se il risultato delle analisi è positivo, si procede alla gastroscopia che consente di prelevare parti del tessuto intestinale per analizzarlo attraverso la biopsia. Un metodo meno invasivo per diagnosticare la celiachia è l'analisi della saliva, ma i dati sono meno attendibili.

La gastroscopia per celiachia

La gastroscopia per celiachia è l'esame più attendibile che i medici consigliano per individuare l'intolleranza al glutine che causa disturbi intestinali più o meno gravi ad ogni età, dai bambini già nei primi mesi di vita agli adulti. La prevenzione è importante per evitare di aggravare la propria situazione: ricorrere all'esame di gastroscopia richiede appena pochi minuti ma determina la certezza o meno della presenza della celiachia. La gastroscopia è un esame clinico che si deve effettuare a digiuno e si può decidere se affrontarlo con l'anestesia locale o totale. Chi ha molta paura di sentire dolore o teme ogni qualsivoglia esame medico sceglie di volersi addormentare completamente: in questo caso bisogna attendere qualche ora dopo l'esame per riprendere le normali funzionalità e poter mangiare. Nel secondo caso, l'anestesia locale si effettua con un semplice spray sulla lingua e subito dopo l'esame si può anche consumare un pasto completo. In entrambi i casi però è preferibile non svolgere attività che richiedono un'alta capacità di concentrazione come guidare.

Come funziona la gastroscopia per celiachia

Il medico che effettua l'esame della gastroscopia fa sdraiare il paziente in un lettino e introduce un piccolo tubicino attraverso la bocca per farlo giungere all'interno dello stomaco e in particolare nel duodeno. E' qui che si preleva il campione di tessuto utile per analizzare i villi intestinali. Effettuando la biopsia si può accertare la presenza della celiachia e prendere le precauzione del caso. Per facilitare l'esame il medico inserisce anche dell'aria nello stomaco ma, gonfiore a parte, non è un'operazione che procura dolore. Nell'insieme la gastroscopia non è dolorosa ma può risultare fastidiosa, soprattutto per chi decide di non usufruire dell'anestetico totale. In pochi minuti l'esame è terminato e si può tranquillamente tornare a casa e aspettare da tre a cinque giorni per avere il risultato e sapere se eliminare completamente il glutine dalla dieta alimentare.

Conclusioni

Dall'esame del campione prelevato in fase di gastroscopia i tecnici di laboratorio specializzati potranno vedere l'esito e rimandarlo al medico che prontamente avviserà il paziente e darà le giuste indicazioni per vivere bene anche senza glutine nell'alimentazione. Le risposte del paziente all'esame possono essere di due tipi: normali e abnormi. Nel primo caso significa che il soggetto non ha alcun danno derivante dal glutine. Nella risposta abnorme si possono verificare invece due casi. Il primo caso certifica la presenza di un danno intestinale lieve o moderato, definito anche clinicamente silente. Il secondo caso evidenzia danni moderati o seri e si può diagnosticare una sindrome da malassorbimento. Il medico di fiducia analizza il referto e fornisce le indicazioni del caso al suo paziente.

Domande frequenti

  • La gastroscopia è un esame doloroso?
    La gastroscopia per la celiachia non è generalmente considerata dolorosa, ma può risultare fastidiosa, specialmente se effettuata con anestesia locale. Durante l'esame, il medico introduce un tubicino flessibile attraverso la bocca fino al duodeno per prelevare campioni di tessuto intestinale. Viene spesso insufflata aria nello stomaco per facilitare la visualizzazione, causando temporaneamente una sensazione di gonfiore. Se si opta per l'anestesia totale, il paziente dorme durante tutta la procedura e non percepisce alcun disagio. Con l'anestesia locale, applicata tramite spray, si mantiene la coscienza ma si riduce il riflesso del vomito, rendendo l'esperienza più tollerabile.
  • Quali sono i preparativi necessari prima di sottoporsi alla gastroscopia?
    Per sottoporsi a gastroscopia è fondamentale rispettare il digiuno alimentare. Questo requisito è necessario per garantire che lo stomaco sia vuoto, permettendo al medico di visualizzare chiaramente le mucose e prelevare i campioni di biopsia senza rischi di aspirazione. È importante informare il medico riguardo a eventuali farmaci assunti abitualmente, poiché alcune terapie potrebbero dover essere sospese temporaneamente. Inoltre, se si sceglie l'anestesia generale, bisognerà organizzare il trasporto verso e dal centro medico, poiché non sarà possibile guidare o svolgere attività che richiedono alta concentrazione per diverse ore dopo l'intervento, a causa degli effetti residui dei sedativi.
  • Come viene confermata definitivamente la diagnosi di celiachia?
    La diagnosi definitiva di celiachia si ottiene combinando i risultati delle analisi del sangue con quelli della gastroscopia e della biopsia. Le analisi sierologiche preliminari cercano specifici anticorpi che indicano una reazione immunitaria al glutine. Se questi risultati sono positivi, si procede con la gastroscopia, durante la quale vengono prelevati piccoli frammenti di tessuto dall'intestino tenue. Questi campioni vengono analizzati al microscopio per valutare lo stato dei villi intestinali: la presenza di atrofia villosa o infiammazione conferma la malattia. Solo questa combinazione permette di distinguere la celiachia da altre intolleranze o sensibilità al glutine.
  • Cosa significano i risultati 'normali' o 'abnormi' della biopsia?
    I risultati della biopsia intestinale possono classificarsi in due macro-categorie: normali o abnormi. Una risposta normale indica che non vi sono danni alla mucosa intestinale causati dal glutine, escludendo quindi la celiachia attiva. Una risposta abnorme segnala invece la presenza di lesioni. Queste possono variare da un danno lieve o moderato, definito clinicamente 'silente' perché potrebbe non presentare sintomi evidenti, fino a danni moderati o gravi associati a una sindrome da malassorbimento. Il medico interpreterà il referto tecnico per stabilire la gravità della condizione e indicare il percorso terapeutico appropriato, solitamente basato sull'eliminazione rigorosa del glutine.
  • Quanto tempo ci vuole per ricevere i risultati della gastroscopia?
    Dopo aver completato la gastroscopia e aver prelevato i campioni di tessuto, il processo diagnostico continua in laboratorio. I tecnici specializzati esaminano attentamente i tessuti per identificare eventuali alterazioni cellulari. In genere, è necessario attendere dai tre ai cinque giorni lavorativi per ottenere il referto definitivo. Una volta pronto, il documento viene inviato al medico curante o allo specialista che ha richiesto l'esame. Sarà poi il medico a contattare il paziente per comunicare l'esito e fornire le indicazioni specifiche, come l'inizio di una dieta senza glutine o ulteriori approfondimenti, garantendo così una gestione corretta della salute intestinale.

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