I mesi di stagionatura
Formaggi a pasta dura come pecorino o parmigiano, stagionati fino a 36 mesi, hanno una percentuale minima se non persino nulla di lattosio, quindi possono essere consumati senza problemi da chi presenti un'intolleranza al lattosio. Il parmigiano può essere di due principali varietà: grana padano (prodotto e consumato in special modo nelle zone della pianura Padana) o reggiano (prodotto in Emilia Romagna); entrambi sono comunque utilizzati e celebri in tutta Italia. Oltre ad essere molto gustosi, tali formaggi sono anche molto versatili e possono condire, grattuggiati a scaglie, una buona pasta o essere mangiati da soli, magari accompagnati da un po' di miele. In alcuni casi, la stagionatura di parmigiano e pecorino, arriva fino ai 40 mesi, diminuendo quindi in maniera esponenziale il contenuto di lattosio in essi contenuto.
Formaggi senza lattosio a pasta molle che si possono mangiare
Se si preferiscono formaggi sempre stagionati ma di consistenza un poco più morbida, il provolone, che è a pasta semidura, è un'ottima alternativa per chi soffre di intolleranza al lattosio: anch'esso ha subito una stagionatura tale che ne elimina la quasi totalità. Se poi si volessero avere anche note di sapore diverse, esistono la variante dolce o quella piccante e persino l'affumicata. Anche in questo caso il formaggio può essere consumato sia crudo che cotto (ad esempio in un bel gateau di patate).Per chi ama i gusti ancora più decisi, ma ha un'intolleranza al lattosio e si chiede quali formaggi si possono mangiare, è possibile consumare anche un buon formaggio groviera o il molto simile emmentaler: entrambi presentano i classici buchi e sono originari della Svizzera; la groviera, inoltre, ha la sua corrispondente francese che presenta uno spessore maggiore e forme più grandi.
I formaggi più morbidi senza lattosio
Esistono anche tante altre, insospettabili varianti di formaggi a pasta ancora più molle o persino spalmabili che non contengono quasi tracce di lattosio: è il caso del gorgonzola che, se opportunamente lavorato e stagionato, può essere consumato da chi abbia un'intolleranza al lattosio. Ovviamente, il gusto molto forte e particolare di questo erborinato può non piacere a tutti, come anche quello del suo corrispondente brie che contiene a sua volta muffe commestibili.Quindi, cosa proporre a chi ama i gusti più delicati? Una buona alternativa potrebbe essere la feta, il formaggio greco gustoso e versatile che presenta comunque una certa sapidità: i livelli di lattosio sono pressochè nulli, e si può utilizzare in pasta, insalate, piatti di pesce, a base di uova o anche semplicemente da solo.
Lattosio ma non troppo
Quali formaggi si possono mangiare se l'intolleranza, invece, non è molto accentuata? La fermentazione dei lattobacilli dello yogurt, ad esempio, riduce drasticamente i livelli di lattosio in esso contenuti. Per cui, se da un lato esistono nei banchi frigo dei supermercati yogurt chiaramente delattosati, anche quelli "normali" hanno contenuti di lattosio talmente bassi da poter essere consumati da chi non abbia un'intolleranza conclamata.Tornando ai formaggi a pasta molle, persino la fontina ha poche tracce di lattosio e il suo sapore non particolarmente forte anzi, persino dolce, lo rende gradito a chi magari preferisca gusti più delicati.Possiamo comunque dire che, in generale, viviamo in un'epoca in cui, a differenza di qualche anno fa, delattosare gli alimenti è diventata quasi una moda: è sempre più facile trovare latte e derivati commestibili anche per chi presenti intolleranza al lattosio.
Domande frequenti
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Quali formaggi stagionati sono sicuri per chi soffre di intolleranza al lattosio?I formaggi a pasta dura e lunga stagionatura sono le scelte migliori perché il processo di maturazione riduce drasticamente il lattosio. Il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano, stagionati fino a 36 o 40 mesi, contengono quantità minime o nulle di lattosio, rendendoli ideali per chi ha un'intolleranza. Anche il Pecorino, se ben stagionato, rientra in questa categoria. Questi formaggi possono essere gustati da soli, grattugiati sulla pasta o abbinati al miele, offrendo un'alternativa sicura e saporita rispetto alle varietà fresche.
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Posso mangiare formaggi a pasta molle o tenera se ho l'intolleranza?Sì, esistono diverse opzioni a pasta molle o semidura con livelli di lattosio trascurabili grazie alla stagionatura o alla lavorazione. Il Provolone, disponibile nelle varianti dolce, piccante e affumicata, è un'ottima alternativa semidura. Anche il Gorgonzola stagionato e il Brie, contenenti muffe commestibili, possono essere consumati con moderazione. Inoltre, la Fontina, dal sapore dolce e delicato, presenta solo tracce minime di lattosio, risultando gradevole anche per chi preferisce gusti non troppo intensi.
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Groviera ed Emmental sono adatti ai soggetti intolleranti?Assolutamente sì. La Groviera e l'Emmental sono formaggi svizzeri caratteristici per la loro struttura a buchi e il sapore marcato. Entrambi subiscono processi di stagionatura che eliminano la quasi totalità del lattosio, rendendoli sicuri per chi soffre di intolleranza. La Groviera ha una versione francese più grande e spessa, mentre l'Emmental è molto simile. Possono essere gustati da soli o usati in cottura, come nel gateau di patate, garantendo piacere gastronomico senza spiacevoli conseguenze digestive.
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Lo yogurt normale va bene o devo comprare solo quello delattosato?La scelta dipende dalla gravità dell'intolleranza. Gli yogurt normali, grazie alla fermentazione operata dai lattobacilli, vedono i livelli di lattosio ridursi drasticamente. Per chi non ha un'intolleranza conclamata ma lieve, gli yogurt tradizionali possono essere tollerati poiché il contenuto residuo è molto basso. Tuttavia, per una sicurezza assoluta o in caso di sensibilità elevata, è consigliabile optare per prodotti specificamente etichettati come 'delattosati', disponibili ampiamente nei supermercati moderni.
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La Feta è adatta a chi non tollera il lattosio?Sì, la Feta è un'ottima opzione per chi cerca un formaggio morbido e sapido senza lattosio. Questo formaggio greco, noto per la sua versatilità in insalate, pasta e piatti di pesce, presenta livelli di lattosio pressoché nulli. Nonostante la sua natura fresca, il processo di produzione e conservazione in salamoia contribuisce a ridurre la presenza di zuccheri del latte. È perfetta per chi ama i sapori decisi ma vuole evitare i disturbi digestivi tipici dell'intolleranza al lattosio.





