Soggetto intollerante al lattosio

Formaggi senza lattosio

Intolleranza al lattosio formaggi consentiti

Per l'intolleranza al lattosio i formaggi consentiti permettono di non rinunciare al consumo di prodotti caseari, scopriamo insieme quali sono.

di Redazione

11 settembre 2017

Cos'è il lattosio

Per l'intolleranza al lattosio i formaggi consentiti interessano i prodotti caseari stagionati. Ma cos'è il lattosio e come mai alcune persone non tollerano la sua presenza? Il 65% della popolazione mondiale ha difficoltà a digerire il lattosio, questo comportamento genera malesseri come nausea, crampi addominali, vomito e diarrea. Il lattosio è uno zucchero presente in natura. Il soggetto intollerante non produce l'enzina "lattasi" che permette di digerire il lattosio. Il disturbo si avverte già dai primi mesi di vita, in molti casi con l'età adulta il problema tende a scomparire. Chi soffre di intolleranza al lattosio può ugualmente mangiare i formaggi ma non tutti. Sono da evitare quelli freschi perché contengono più lattosio mentre sono da prediligere i prodotti caseari stagionati.

Quali formaggi sono consentiti

Nonostante una buona parte delle persone sia sensibile ad alcuni prodotti lattiero-caseari, non significa che debba evitare totalmente di mangiare i formaggi. Una maniera semplice per sapere quali alimenti hanno bassi livelli di lattosio è controllare attentamente l'etichetta nutrizionale. Più la percentuale di lattosio contenuta nel formaggio è inferiore, maggiore è la capacità dell'organismo di digerirlo senza conseguenze. I formaggi con tracce di lattosio inferiori sono quelli a lunga stagionatura. Durante il processo di lavorazione la maggior parte di lattosio viene eliminato con il siero. La piccola quantità presente nella cagliata, durante la stagionatura del formaggio, viene trasformata in acido lattico, questo procedimento comporta una presenza di lattosio completamente inesistente.

Formaggi senza lattosio

Ci sono alcuni formaggi che gli intolleranti possono consumare senza avvertire nessun malessere, purché la presenza di lattosio sia inferiore al 5%. Si tratta di prodotti caseari a lunga stagionatura. Il Parmigiano Reggiano DOP può essere consumato da tutti gli intolleranti soprattutto quando è sottoposto a lunghe stagionature. Un esempio è il Malandrone 1477 che viene prodotto con il latte delle vacche frisone allevate con erbe selvatiche ed ha una stagionatura di 120 mesi, mentre il comune Parmigiano Reggiano raramente ha una stagionatura superiore ai 36 mesi. Ci sono altre tipologie di formaggi che possono essere consumate tenendo sotto controllo il proprio grado di tollerabilità e sono: Grana Padano, Gorgonzola, Emmenthal, Pecorino, Groviera, Provola affumicata e dolce.

Altri formaggi

Per l'intolleranza al lattosio i formaggi consentiti sono anche quelli ricchi di batteri lattici che hanno la capacità di scindere il lattosio permettendo una migliore digeribilità, anche se in realtà lo zucchero nel formaggio rimane ugualmente presente. Sono l'Asiago, la Feta, la Fontina, il Taleggio, il Brie, la Caciotta, il Caprino, il Taleggio. Ci sono formaggi che gli intolleranti devono assolutamente evitare e sono il Certosino, i fiocchi di latte, i formaggi da spalmare, la mozzarella, la ricotta. Fortunatamente però in commercio ci sono formaggi freschi privati del lattosio. Questi prodotti si ottengono aggiungendo al formaggio l'enzima lattasi ottenuto da un lievito che scompone in zuccheri semplici quelli contenuti nel latte. La differenza che passa dal prodotto originale a quello privato del lattosio è che quest'ultimo è più dolce.

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Domande frequenti

  • Quali formaggi stagionati posso mangiare senza problemi?
    I formaggi a lunga stagionatura sono i migliori alleati per chi soffre di intolleranza al lattosio, poiché durante il processo di maturazione il lattosio residuo viene convertito in acido lattico, rendendoli quasi privi dello zucchero. Il Parmigiano Reggiano DOP, specialmente nelle versioni con stagionature superiori ai 24-36 mesi, ne è l'esempio principale. Anche il Grana Padano, il Pecorino, l'Emmenthal e il Groviera sono generalmente ben tollerati grazie alla loro bassa concentrazione di lattosio. Prodotti specifici come il Malandrone 1477, stagionato fino a 120 mesi, offrono una sicurezza ancora maggiore. In linea generale, qualsiasi formaggio duro e stagionato presenta rischi minimi.
  • Posso mangiare la mozzarella o la ricotta?
    No, la mozzarella fresca, la ricotta e i formaggi da spalmare sono tra le principali fonti di lattosio e dovrebbero essere evitati dagli intolleranti. Questi prodotti freschi conservano una quota elevata di siero, che contiene la maggior parte degli zuccheri del latte. Al contrario, formaggi come il Certosino o i fiocchi di latte rientrano nella categoria da bandire. Tuttavia, il mercato offre oggi alternative valide: esistono in commercio versioni 'senza lattosio' di questi stessi formaggi freschi. Queste varianti vengono trattate con l'enzima lattasi, che scompone il lattosio in zuccheri più semplici, rendendole sicure e spesso leggermente più dolci rispetto all'originale.
  • Come funziona la trasformazione del lattosio nei formaggi stagionati?
    La riduzione del lattosio nei formaggi avviene principalmente attraverso due meccanismi naturali. Durante la produzione, gran parte del lattosio viene eliminato insieme al siero separato dalla cagliata. Ciò che resta nella cagliata subisce una fermentazione batterica: i batteri lattici presenti nel formaggio consumano il lattosio residuo trasformandolo in acido lattico. Più il formaggio matura (stagiona), più questa conversione è completa. Di conseguenza, i formaggi a lunga stagionatura presentano livelli di lattosio trascurabili, spesso inferiori allo 0,5%, rendendoli perfettamente digeribili anche per chi ha una carenza significativa dell'enzima lattasi.
  • Esistono formaggi freschi sicuri per gli intolleranti?
    Sì, ma solo se specificamente etichettati come 'senza lattosio'. I formaggi freschi tradizionali come mozzarella, ricotta e caciotta contengono naturalmente alte quantità di lattosio e non sono adatti. Le alternative sicure si ottengono industrialmente aggiungendo l'enzima lattasi al prodotto finito o al latte prima della caseificazione. Questo enzima idrolizza il lattosio in glucosio e galattosio, zuccheri semplici facilmente assorbibili dall'intestino. È importante notare che questi prodotti modificati tendono ad avere un sapore leggermente più dolce rispetto alla versione tradizionale e vanno comunque verificati attentamente leggendo l'etichetta nutrizionale per confermare l'assenza di lattosio.
  • Che ruolo giocano i batteri lattici nella digeribilità?
    I batteri lattici svolgono un ruolo cruciale nel migliorare la tolleranza al lattosio, agendo come piccoli digestori interni. Oltre a contribuire alla formazione del gusto e della texture del formaggio, questi microrganismi metabolizzano il lattosio residuo presente nella cagliata, convertendolo in acido lattico. Questa azione riduce drasticamente la carica di lattosio disponibile per l'intestino umano. Formaggi come il Gorgonzola, il Taleggio, il Brie e la Feta, pur essendo meno stagionati dei parmigiani, beneficiano di questa attività batterica e della loro struttura, risultando spesso meglio tollerati rispetto ai formaggi freschi, purché la tolleranza individuale non sia estrema.

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