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Intolleranza al lattosio cause

Aggiornato il 28 aprile 20174 capitoli4 domande frequenti
Latte versato

Intolleranza al lattosio cause

L'intolleranza al lattosio, il principale zucchero del latte, è causata dalla mancanza, parziale o totale, dell'enzima lattasi a livello intestinale, e più precisamente nel duodeno, luogo in cui il lattosio viene idrolizzato e scisso dall'enzima lattasi in due zuccheri più semplici, il galattosio ed il glucosio, di cui è formato. Così il lattosio non viene digerito e rimane nell'intestino dove fermenta, grazie all'azione della flora batterica intestinale, richiama acqua e produce gas ed acidi grassi. L'enzima lattasi compare nel feto già al 6 mese di gestazione e raggiunge il massimo livello al momento della nascita, rimanendo elevato durante tutto il periodo dell'allattamento, quando il latte è l'unica fonte di nutrizione del bambino, per poi ridiscendere a livelli che possono variare da individuo ad individuo.

Le differenti forme di intolleranza al lattosio

Esistono tre forme di intolleranze al lattosio cause diverse. Una abbastanza rara, di origine genetica, detta congenita perché è presente fin dalla nascita, che si manifesta con l'incapacità totale di produrre l'enzima lattasi a causa di una mutazione genetica proprio nel gene che codifica questo enzima. Una seconda, anch'essa di origine genetica, causata da una mancanza di produzione dell'enzima lattasi che si può manifestare già nel bambino dopo il periodo di svezzamento ma anche nell'adulto, ed una terza detta anche acquisita che è causata da altre patologie che colpiscono l'individuo come infiammazioni ed infezioni dell’intestino, celiachia, morbo di Crohn, e molte altre, che ha però un carattere transitorie e viene a cessare quando si ha la guarigione dalla malattia che ne ha causato l'insorgenza.

Come viene diagnosticata l'intolleranza al lattosio

I metodi per diagnosticare le intolleranze al lattosio cause sono due, un test genetico e l'H2-breath test. Il test genetico ha una sensibilità molto elevata dei risultati che sfiorano il 97%, mentre con il H2-breath test si riesce a raggiungere il 76/77% circa. Entrambi invece hanno ottime specificità che superano il 95%. Il test genetico viene effettuato con un piccolo tampone che viene inserito all'interno del cavo orale e preleva della mucosa, che viene poi analizzata alla ricerca del polimorfismo del gene che influenza l'intolleranza al lattosio. Il breath-test, più diffuso, analizza la presenza di idrogeno nel fiato dell'individuo sottoposto a test, dopo che gli è stato somministrato del lattosio, in quantità prestabilita. Il test dura tre ore e vengono prelevati sei campioni d'aria espirata ad intervalli di trenta minuti uno dall'altro. In caso di intolleranza al lattosio vi è un aumento di idrogeno che viene espirato.

Rimedi e soluzioni alternative al latte

L'unico modo per porre rimedio alle intolleranze al lattosio cause è escludere dall'alimentazione tutti i cibi che lo contengono per almeno tre-sei mesi, dopo che è stato diagnosticato mediante apposito test. Dopo questo periodo, vengono reintrodotti nella dieta i prodotti che lo contengono, prima in basse quantità poi in quantità crescenti e si analizza la reazione dell'individuo eventualmente ripetendo il test diagnostico, nel caso di intolleranza legata ad altre patologie. Nel caso invece di intolleranza di tipo genetica e/o congenita gli alimenti contenenti lattosio devono essere eliminati dalla dieta in modo definitivo. Oggi in commercio esistono degli integratori di lattasi, che possono essere assunti prima di ingerire alimenti contenenti lattosio e dovrebbero essere in grado di eliminare i sintomi dell'intolleranza fornendo l'enzima mancante.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali cause fisiologiche dell'intolleranza al lattosio?
    La causa primaria dell'intolleranza al lattosio è la carenza, totale o parziale, dell'enzima lattasi a livello intestinale,specificamente nel duodeno. Questo enzima è responsabile della scissione del lattosio in zuccheri più semplici, glucosio e galattosio, permettendone l'assorbimento. Quando la lattasi è insufficiente, il lattosio non viene digerito correttamente, rimane nell'intestino dove fermenta grazie alla flora batterica, richiamando acqua e producendo gas e acidi grassi responsabili dei tipici disturbi gastrointestinali. I livelli di lattasi sono massimi alla nascita durante l'allattamento, per poi ridursi naturalmente nell'età adulta in modo variabile da soggetto a soggetto.
  • Come si distinguono le tre forme genetiche di intolleranza al lattosio?
    Esistono principalmente tre forme distinte. La prima è la forma congenita, rara e di origine genetica, caratterizzata dall'incapacità totale di produrre lattasi fin dalla nascita a causa di una mutazione specifica. La seconda forma è anch'essa genetica ma si manifesta successivamente, spesso dopo lo svezzamento o in età adulta, con una progressiva diminuzione della produzione enzimatica. La terza forma è quella acquisita, che non è ereditaria ma deriva da altre patologie intestinali come celiachia, morbo di Crohn o infezioni; questa forma ha carattere transitorio e tende a risolversi spontaneamente una volta guarita la patologia sottostante che ha danneggiato la mucosa intestinale.
  • Quali test sono utilizzati per diagnosticare l'intolleranza al lattosio?
    La diagnosi si basa prevalentemente su due metodologie: il test genetico e il breath test per l'idrogeno. Il test genetico, eseguito tramite un tampone buccale, analizza il DNA alla ricerca di polimorfismi associati all'intolleranza e vanta un'elevatissima sensibilità, vicina al 97%. Il breath test, invece, è più diffuso clinicamente: dopo aver assunto una dose standard di lattosio, si misurano i livelli di idrogeno espirato per tre ore. Un aumento significativo di idrogeno indica che il lattosio non è stato digerito e sta fermentando nell'intestino. Entrambi i test presentano un'ottima specificità superiore al 95%.
  • È possibile reintrodurre il lattosio nella dieta dopo la diagnosi?
    La strategia alimentare dipende dal tipo di intolleranza. Per le forme acquisite o transitorie, si consiglia generalmente di eliminare i cibi contenenti lattosio per tre-sei mesi per permettere all'intestino di guarire. Successivamente, si può tentare una reintroduzione graduale, iniziando con piccole quantità per valutare la tolleranza residua. Al contrario, nelle forme genetiche o congenite, dove manca completamente o quasi la produzione di lattasi, l'eliminazione del lattosio deve essere definitiva. In questi casi, l'unica soluzione pratica per consumare occasionalmente prodotti caseari è l'uso di integratori enzimatici di lattasi da assumere prima dei pasti.

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