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Sintomi intolleranza al lattosio

Aggiornato il 14 luglio 20174 capitoli4 domande frequenti
Intolleranza al lattosio

Cos'è e come si manifesta l'intolleranza al lattosio

I sintomi intolleranza al lattosio possono manifestarsi sotto forma di vari disturbi e fastidi come lenta digestione, gonfiore o crampi addominali. Spesso una dieta sana ed equilibrata comprende anche latte e latticini, che a loro volta contengono lattosio, ovvero lo zucchero principale presente nel latte e composto da galattosio e glucosio. Per molte persone però, non è possibile seguire questo regime alimentare a causa del malassorbimento di questa sostanza che non sempre è facilmente digeribile. In altri casi i fastidi possono comunque manifestarsi, ma essere piuttosto lievi tanto da non destare alcuna preoccupazione. In circostanze più gravi invece è opportuno prestare la dovuta attenzione a tali disturbi, onde evitare un peggioramento della propria condizione fisiologica. Pertanto è consigliabile escludere il lattosio dalla propria dieta, sostituendo gli alimenti tradizionali con quelli delattosati reperibili in commercio.

Quali sono i sintomi intolleranza al lattosio

I sintomi intolleranza al lattosio, in realtà, nonostante siano comuni non sono sempre facilmente riconducibili a questo disturbo alimentare, poiché nella maggior parte dei casi vengono semplicemente confusi con una lenta digestione causata da stress o da uno scorretto stile di vita. Generalmente i fastidi sono in primo luogo dolori addominali e nausea: il soggetto affetto da questa patologia avverte dei forti crampi che possono colpire sia la pancia che lo stomaco e possono essere associati a gonfiore, presenza di gas intestinale e spossatezza. Inoltre può capitare di avvertire un'incessante sensazione di pienezza e malessere oppure avere difficoltà a digerire dopo aver consumato latticini e derivati. Non sono da escludere ulteriori sintomatologie come diarrea, stitichezza e gorgoglio intestinale.

Come viene riscontrata l'intolleranza al lattosio

Se i sintomi intolleranza al lattosio sono persistenti, è buona norma rivolgersi al proprio medico e accertarsi del malassorbimento di questo zucchero. E' consigliato un consulto da uno specialista nel momento in cui il malessere si manifesti in modo frequente, ad esempio se dopo aver consumato del formaggio fresco o del latte subentri una cattiva digestione associata a gonfiore addominale, dolori allo stomaco ed eccessivo senso di sazietà. In questi casi bisogna eseguire un Breath Test, ossia un esame all'idrogeno della respirazione semplice e non invasivo, che viene prescritto dal medico in presenza di disturbi riconducibili ad un cattivo assorbimento di zuccheri mediante una somministrazione per via orale di lattosio. Questa analisi consiste nel far ingerire una sostanza contenente lattosio al paziente, il quale dovrà soffiare all'interno di una sacca. In questo modo l'esperto rileverà la quantità di idrogeno dall'aria espirata dal soggetto per stabilire con certezza il grado della patologia.

Come prevenire i sintomi intolleranza al lattosio

L'intolleranza al lattosio può essere sia di tipo primario che secondario: nel primo caso occorre necessariamente escludere latticini e derivati dalla dieta, poiché l'intestino tenue diminuisce drasticamente la produzione di lattasi, essenziale per digerire correttamente questo zucchero, causando indolenzimenti e dolori all'apparato gastrointestinale poco tollerabili. Nel secondo caso invece la produzione di lattasi è ridotta, ma i sintomi intolleranza al lattosio risultano sopportabili purché questi cibi siano consumati con moderazione. Attualmente le aziende offrono un grande aiuto per tutte le persone affette da questo problema, mettendo a disposizione tantissime tipologie di alimenti delattosati. In questo modo è possibile integrare i prodotti lattiero-caseari all'interno della propria dieta senza correre il rischio di soffrire dei fastidi legati a questa patologia.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali segnali fisici che indicano un'intolleranza al lattosio?
    I sintomi più comuni includono dolori addominali, crampi allo stomaco e alla pancia, nonché una forte sensazione di gonfiore e accumulo di gas intestinali. È frequente avvertire anche nausea, spossatezza fisica e un'incessante sensazione di pienezza o malessere generale dopo il consumo di latticini. Altri disturbi gastrointestinali rilevanti possono essere la diarrea, la stitichezza e il tipico gorgoglio intestinale. Questi fastidi derivano dalla difficoltà nell'assorbire il lattosio, lo zucchero presente nel latte, e spesso vengono erroneamente scambiati per una semplice digestione lenta causata da stress o abitudini alimentari scorrette.
  • Come funziona il test diagnostico per confermare l'intolleranza al lattosio?
    La diagnosi definitiva si ottiene solitamente tramite il Breath Test, un esame non invasivo prescritto dal medico. Durante la procedura, il paziente ingerisce una soluzione contenente lattosio e successivamente soffia all'interno di una sacca specifica. Il medico analizza l'aria espirata per misurare la quantità di idrogeno presente: un aumento significativo indica che il lattosio non viene assorbito correttamente nell'intestino tenue e viene fermentato dai batteri, producendo gas. Questo metodo permette di stabilire con certezza il grado di malassorbimento e di distinguere l'intolleranza da altre patologie digestive.
  • Cosa distingue l'intolleranza primaria da quella secondaria?
    L'intolleranza primaria è caratterizzata da una drastica riduzione o scomparsa della produzione dell'enzima lattasi nell'intestino tenue, rendendo quasi impossibile la digestione del lattosio; in questo caso, l'esclusione totale dei latticini è necessaria per evitare dolori gastroenterici intensi. Al contrario, l'intolleranza secondaria comporta una riduzione temporanea o parziale della lattasi, spesso dovuta a infezioni o infiammazioni intestinali. In quest'ultimo scenario, i sintomi sono generalmente più lievi e gestibili, permettendo al paziente di consumare latticini con moderazione senza subire conseguenze gravi, a differenza della forma primaria che richiede una dieta rigorosamente priva di lattosio.
  • È possibile continuare a mangiare latticini se si ha questa intolleranza?
    Sì, grazie alle numerose alternative disponibili sul mercato. Molte aziende produttrici offrono una vasta gamma di alimenti delattosati, tra cui latte, yogurt, formaggi e persino alcuni dolci. Questi prodotti subiscono un processo tecnologico che scompone il lattosio in zuccheri semplici già prima del consumo, rendendoli facilmente digeribili anche per chi soffre di malassorbimento. Utilizzare questi sostituti permette di mantenere una dieta equilibrata e di assumere calcio e proteine essenziali, evitando i fastidiosi sintomi gastrointestinali tipici dell'intolleranza, senza dover rinunciare completamente ai sapori e ai benefici dei derivati del latte.

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