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Senza Glutine · La celiachia

Cibi con glutine

Aggiornato il 22 maggio 20174 capitoli5 domande frequenti
Il glutine non va demonizzato

I cibi con glutine

I cibi con glutine sono stati oggetto di una feroce campagna di repressione, specie per la grande pubblicità che è stata data ad alcuni personaggi dello spettacolo che hanno dichiarato di aver rinunciato a questa proteina in quanto dannosa per l’organismo. Sebbene le diagnosi di celiachia siano in forte aumento rispetto al passato ed esista oggi una coscienza molto più diffusa rispetto all’alimentazione non è possibile non rendersi conto che dichiarazioni del genere rischiano di fuorviare le persone verso concetti errati. Chi non ha ricevuto una diagnosi di celiachia, può tranquillamente continuare a mangiare cibi con glutine senza alcun rischio per la sua salute. Questa proteina è infatti un prezioso elemento nutritivo che deve essere integrato qualora venga sottratto all'alimentazione di tutti i giorni.

Il glutine non è tossico

Non esiste alcuna evidenza scientifica che i cibi con glutine facciano male. A meno, ovviamente, di non essere soggetti celiaci. Questa intolleranza tuttavia deve seguire un iter rigoroso per la sua diagnosi e quindi per il suo definitivo accertamento diagnostico. La stampa specializzata ed i media hanno dato ampio risalto al settore delle truffe che ruotano intorno alle intolleranze alimentari, che vengono diagnosticate talvolta da soggetti non abilitati e con metodi e strumenti che sono privi di una qualsiasi valenza scientifica. Non basta insomma convincersi di essere celiaci per avere la certezza di essere affetti da questa malattia, ma occorre rivolgersi al proprio medico di famiglia qualora si nutrano dubbi su questa possibilità. Sarà il sanitario ad ordinare gli accertamenti del caso.

La celiachia ed i suoi numeri

Secondo l’ultima relazione annuale al Parlamento sulla celiachia, in Italia sono circa 200 mila i soggetti riconosciuti come celiaci. Questa malattia infiammatoria auto immune colpisce circa l’1% della popolazione mondiale. Alcuni ulteriori studi sembrano orientarsi verso numeri più importanti ma che non emergono a causa delle diagnosi tardive. Al momento siamo quindi di fronte ad un fenomeno di portata piuttosto ridotta, che viene costantemente monitorato, stante la compartecipazione dello Stato alle spese per l’alimentazione di quei soggetti che sono colpiti da questa intolleranza. Il concetto che viene più volte ribadito riguarda senza ombra di dubbio la prevenzione non tanto dalla malattia, che può esordire ad ogni età, ma dalla cattiva informazione, stante le informazioni spesso fuorvianti che vengono diffuse proprio sul glutine.

Quali sono da evitare

Il glutine è una proteina che, per esempio impastando il pane, garantisce alla pasta quella collosità e quella elasticità che ne permettono la lavorazione in modo agevole. Ma la sua presenza non si limita solamente al pane. Grazie alla sua forza addensante, il glutine trova ampio spazio nell’industria alimentare di ogni genere. Può infatti essere presente nei gelati, nelle salse o nei sughi, nei salumi ed in moltissimi prodotti dell’industria conserviera. Inoltre è bene leggere le etichette per tutti quei prodotti che possono venire lavorati negli stessi stabilimenti dove si utilizza questa proteina. Infatti taluni alimenti possono venire contaminati in modo incrociato e pertanto vanno evitati a priori. In questo caso il produttore indicherà che quel determinato alimento potrebbe contenere traccia di glutine.

Domande frequenti

  • È vero che il glutine fa male anche a chi non è celiaco?
    No, non esistono evidenze scientifiche che dimostrino come il glutine sia dannoso per la salute delle persone sane. Anzi, è una proteina preziosa che apporta nutrienti utili all'organismo. L'aumento della popolarità di diete senza glutine è spesso dovuto a mode passeggere o a dichiarazioni di personaggi famosi, piuttosto che a reali necessità mediche. Per chi non ha una diagnosi ufficiale di celiachia o sensibilità al glutine, eliminare questa proteina dalla dieta non offre benefici specifici e potrebbe anzi comportare una carenza nutrizionale se non bilanciata correttamente. Pertanto, non vi sono rischi nel consumare regolarmente pane, pasta e altri cereali contenenti glutine.
  • Come si fa a sapere se si è celiaci? Posso farmi il test da solo?
    La celiachia è una malattia autoimmune complessa che richiede un iter diagnostico rigoroso effettuato esclusivamente da medici specializzati. Non basta sentirsi male dopo aver mangiato grano per credere di essere celiaci; esistono molti test commerciali non validati scientificamente che offrono risultati inaffidabili. Per una diagnosi certa, è necessario rivolgersi al proprio medico di base, che prescriverà esami del sangue specifici (come quelli per gli anticorpi anti-transglutaminasi) e, se necessario, una biopsia duodenale. Solo questi accertamenti clinici possono confermare o escludere la patologia, evitando false credenze basate su sintomi generici o informazioni fuorvianti diffuse dai media.
  • Quali alimenti nascondono il glutine oltre al pane e alla pasta?
    Il glutine è onnipresente nell'industria alimentare grazie alle sue proprietà addensanti e leganti. Oltre ai classici cereali come frumento, orzo e segale, può trovarsi in gelati, salse, sughi pronti, salumi, insaccati e molti prodotti da forno confezionati. Spesso viene utilizzato come ingrediente tecnico per migliorare la consistenza degli alimenti processati. È fondamentale leggere attentamente le etichette di ogni prodotto, cercando la dicitura 'contiene glutine'. Inoltre, bisogna prestare attenzione agli avvertimenti sulle tracce di glutine, poiché la contaminazione crociata durante la produzione industriale può rendere pericoloso un alimento apparentemente sicuro per i celiaci.
  • Quante persone sono celiache in Italia e qual è la prevalenza reale?
    In Italia, secondo le relazioni parlamentari recenti, ci sono circa 200.000 soggetti ufficialmente riconosciuti come celiaci, corrispondenti a circa l'1% della popolazione mondiale. Tuttavia, gli studi suggeriscono che il numero effettivo potrebbe essere superiore a causa delle diagnosi tardive o mancate. La celiachia può manifestarsi a qualsiasi età, rendendo difficile individuarla senza screening mirati. Nonostante la percezione comune di un'epidemia di intolleranze, il fenomeno rimane circoscritto a una minoranza della popolazione. Lo Stato monitora costantemente la situazione e supporta economicamente i pazienti certificati, sottolineando l'importanza di distinguere tra vera malattia e semplici mode dietetiche.
  • Cosa significa 'contenuto in stabilimenti che trattano glutine'?
    Questa indicazione sull'etichetta avverte della possibilità di contaminazione crociata. Significa che l'alimento è stato prodotto nello stesso impianto dove vengono lavorati cereali contenenti glutine. Anche se gli ingredienti utilizzati sono teoricamente gluten-free, particelle microscopiche di glutine potrebbero trasferirsi dal contesto produttivo al prodotto finale. Per una persona sana questo non rappresenta alcun problema, ma per un celiaco o una persona con sensibilità al glutine certificata, tale rischio è inaccettabile. Di conseguenza, questi prodotti dovrebbero essere evitati a priori, salvo che non siano specificamente certificati come sicuri attraverso protocolli di produzione rigorosi che garantiscono l'assenza di contaminazioni.

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