Sintomi intolleranza al lattosio

Intolleranza lattosio

Sintomi intolleranza alimentare

Sintomi intolleranza alimentare: scopri se sei intollerante al lattosio e come eliminarlo dalla tua dieta per sentirti meglio.

di Redazione

19 aprile 2017

Cos’è l’intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio è una reazione anomala dell'apparato digerente, che manifesta i suoi sintomi intolleranza alimentare poiché l’organismo è privo o carente dell’ enzima "Lattasi", normalmente prodotto dall’intestino tenue, che permetterebbe di digerire il lattosio, uno zucchero complesso, scindendolo in due zuccheri semplici: glucosio e galattosio. Poiché il lattosio non viene digerito, viene aggredito dalla flora intestinale producendo enormi quantità di idrogeno, anidride carbonica e metano che generano gonfiore intestinale, crampi addominali, flatulenza e diarrea. Una parte dell’idrogeno prodotto invece viene assorbito dal colon e l’organismo riesce ad eliminarlo attraverso la respirazione. Normalmente l’enzima lattasi è presente nei neonati e va scomparendo con la crescita, in età scolare o prescolare, fino a sparire del tutto intorno ai 20 anni. L’assenza di enzima lattasi però può presentarsi fin dalla nascita, poiché la produzione di questo enzima è determinata da un cromosoma, quindi è scritta nel DNA. In Italia oltre il 50% della popolazione presenta sintomi intolleranza alimentare al lattosio.

Come scoprire se si è intolleranti al lattosio

Ci sono due tipi di sintomi intolleranza alimentare al lattosio: quella primaria (genetica) e quella secondaria (momentanea). I test per verificare l’intolleranza al lattosio sono due: il "Breath test all’idrogeno" e il "test genetico". Il primo misura la quantità di idrogeno presente nel respiro prima dell’introduzione di lattosio nell’organismo e nelle 4 ore successive. E’ un test molto scomodo e poco affidabile. Il secondo esame possibile è il test genetico che è il più sicuro ed affidabile e per eseguirlo è necessario solo farsi prelevare un campione di saliva da cui estrarre il DNA. Poiché la produzione di questo enzima è determinata dal corredo genetico, la ricerca scientifica ha verificato che ci sono dei ceppi etnici totalmente intolleranti come ad esempio le popolazioni asiatiche e africane, mentre altri hanno subito una modificazione genetica del cromosoma responsabile della produzione di questo enzima. La popolazione nord europea, che da oltre 10000 anni si nutre di derivati caseari e latte, è diventata tollerante al lattosio. Se siete intolleranti al lattosio l’unica soluzione sarà eliminare dalla vostra alimentazione tutti i cibi contenenti questa sostanza.

Come evitare il lattosio

Il lattosio è contenuto nel latte e di conseguenza in tutti i prodotti caseari. Occorrerà fare attenzione agli ingredienti dei cibi confezionati per escludere la presenza di latte o suoi derivati, che possono provocare se ingeriti sintomi intolleranza alimentare al lattosio. Il lattosio in realtà è presente praticamente ovunque, poiché viene utilizzato come additivo, eccipiente, colorante, dolcificante, addensante e come conservante. Evitare totalmente il lattosio è quindi quasi impossibile. Viene utilizzato dalla grande industria dell’agricoltura per lavare e conservare molti tipi di verdure come l’insalata, i broccoli, le pere, le cipolle i piselli. Inoltre viene aggiunto a tutti i cibi in scatola, a quelli surgelati, ai succhi di frutta e persino alla birra. Le dosi spesso sono minime pertanto non sempre è indicato nelle confezioni, nè viene indicata la sua presenza nel 60% dei medicinali, che invece lo contengono. La soluzione è leggere attentamente le etichette, che lo riporteranno in grassetto, evitare cibi prodotti industrialmente e acquistare le verdure direttamente dai piccoli produttori che difficilmente si prenderanno la briga di addizionarvi lattosio.

Cosa mangiare

Se siete solo parzialmente intolleranti al lattosio potrete concedervi il lusso di qualche assaggio di formaggio, tenendo presente che durante la fase di stagionatura i formaggi tendono a perdere il lattosio, pertanto se stagionati almeno 36 mesi, come il parmigiano reggiano Dop, il grana padano Dop e il gorgonzola Dop, lo contengono in quantità minime. Un altro derivato del latte che potrete utilizzare (anche se in dosi moderate come tutti i grassi) è il burro chiarificato, che grazie alla procedura di chiarificazione perde tutto il lattosio, le proteine animali e la parte acquosa. È un alimento molto calorico ed energizzante, fonte di molti minerali e vitamine A, D, E, K. Inoltre contiene il CLA, acido linoleico coniugato, che ha un grande potere antiossidante, contrasta il colesterolo e l'accumulo di grassi nei tessuti. Potete provare a sostituire il normale latte vaccino con latte AD (ad alta digeribilità) o con latte vegetale di soia, di riso o di cocco. In commercio si trovano svariati cibi preparati senza lattosio, facilmente identificabili dal marchio lactose free o milk free, che vi permetteranno di evitare i fastidiosi sintomi intolleranza alimentare al lattosio.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali sintomi fisici dell'intolleranza al lattosio?
    I sintomi dell'intolleranza al lattosio derivano dalla mancata digestione dello zucchero nel intestino tenue, che viene successivamente fermentato dalla flora batterica intestinale. Questo processo produce gas come idrogeno, anidride carbonica e metano, causando gonfiore addominale, crampi dolorosi, flatulenza eccessiva e diarrea. Inoltre, parte dell'idrogeno prodotto viene assorbito nel flusso sanguigno ed eliminato tramite la respirazione. Questi disturbi compaiono solitamente dopo il consumo di latte o derivati e variano in intensità in base alla quantità di lattosio ingerita e al grado di carenza dell'enzima lattasi.
  • Come si effettua la diagnosi corretta di intolleranza al lattosio?
    Esistono principalmente due metodi diagnostici. Il primo è il Breath Test all'idrogeno, che misura la concentrazione di idrogeno espirato prima e dopo l'assunzione di lattosio; tuttavia, può essere scomodo e meno affidabile. Il metodo più sicuro e accurato è il test genetico, che richiede semplicemente un campione di saliva per analizzare il DNA. Questo esame conferma definitivamente se si possiedono i geni per produrre lattasi, distinguendo tra intolleranza primaria (genetica) e secondaria (temporanea). Considerando che la predisposizione è ereditaria, il test genetico offre una certezza superiore rispetto ai soli sintomi clinici.
  • È possibile eliminare completamente il lattosio dalla propria dieta?
    Eliminare totalmente il lattosio è estremamente difficile perché è diffuso non solo nei latticini, ma anche come additivo industriale in molti prodotti. Si trova infatti come eccipiente in circa il 60% dei farmaci, negli inscatolati, nei surgelati, nei succhi di frutta e talvolta nella birra. Anche alcune verdure vengono trattate con lattosio per la conservazione. Per ridurne l'assunzione, è fondamentale leggere attentamente le etichette degli ingredienti, cercando indicazioni specifiche, e preferire alimenti freschi acquistati da piccoli produttori locali, che raramente utilizzano questi additivi industriali nei loro processi produttivi naturali.
  • quali formaggi e derivati del latte si possono consumare con moderazione?
    Chi è parzialmente intollerante può spesso tollerare alcuni formaggi stagionati, poiché la lavorazione riduce drasticamente il contenuto di lattosio. Formaggi come Parmigiano Reggiano DOP, Grana Padano DOP e Gorgonzola DOP, se stagionati per almeno 36 mesi, ne contengono quantità minime. Un'altra opzione valida è il burro chiarificato, che durante il processo di chiarificazione perde lattosio, proteine animali e acqua, risultando puro e ricco di vitamine A, D, E, K e CLA. Infine, si possono usare alternative vegetali come latte di soia, riso o cocco, oppure latte ad alta digeribilità (AD), specificamente formulato per facilitare l'assorbimento.

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