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Alimenti celiaci

Aggiornato il 22 maggio 20174 capitoli4 domande frequenti
Scaffale dedicato ai celiaci

Gli alimenti celiaci e l'intolleranza

Quando si parla di alimenti celiaci ci si riferisce ad un particolare segmento dell’industria alimentare che produce alimenti privi di glutine. Si tratta di una proteina che non viene tollerata da determinati soggetti, identificati come celiaci e che può dar luogo a sintomi anche molto invalidanti, come vomito e diarrea persistenti, che portano spossatezza ed un calo dell’idratazione. Fortunatamente l’industria alimentare, oggi, produce prodotti privi di glutine che sono di altissima qualità, con un gusto del tutto simile, se non addirittura migliore, di quelli tradizionali. È inoltre possibile realizzare gli stessi alimenti anche nella comodità della propria cucina, grazie alla disponibilità di moltissime materie prime che sono prive della proteina incriminata. Basta pensare al numero di farine che sono state riscoperte e che permettono la realizzazione di piatti davvero eccellenti.

La celiachia come malattia

Si tratta di una intolleranza alimentare che è piuttosto diffusa tra la popolazione italiana. Si stima un campione del 30% della cittadinanza, che soffre di questa particolare affezione. L’industria alimentare è da anni impegnata nel migliorare i processi produttivi garantendo ad oggi alimenti celiaci di ottima qualità e gusto, che si ripercuote in una migliore qualità della vita per i soggetti intolleranti. Ma sembra che vi sia ancora una scarsa conoscenza dei sintomi e dei segnali di allarme che l’organismo lancia in caso di intolleranza al glutine. Per questo secondo molte associazioni che sostengono la ricerca, i colpiti da questo morbo sarebbero molti di più rispetto a quelli che attualmente possono vantare una diagnosi certa. Una corretta informazione a fini preventivi è infatti invocata da più parti.

Gli alimenti celiaci riscoperti

La ricerca verso alimenti celiaci sempre più gradevoli dal punto di vista del gusto, ha portato alla scoperta ed alla riscoperta di farine molto particolari, con le quali si possono preparare piatti prelibati. La farina di mais, per esempio, è stata riscoperta e valorizzata. Oggi viene infatti utilizzata anche per produrre pasta e pane. Per la pasticceria e la panificazione anche la farina di riso rappresenta un eccellente surrogato a quelle tradizionali e permette la preparazione di dolci soffici e gustosi. La farina di canapa sativa poi ha rappresentato davvero una novità nel panorama gastronomico italiano. Con un gusto che ricorda la frutta in guscio è ideale per arricchire qualsiasi preparazione da forno, ma anche per frullati e preparati per gli sportivi. È infatti un alimento ad alto indice proteico.

Il costo dei prodotti

Gli alimenti celiaci sono stati per lungo tempo davvero molto costosi, ed hanno costretto coloro che sono affetti da questa intolleranza, talvolta, a rivolgere addirittura lo sguardo all’estero per poter comperare delle materie prime a prezzi accettabili. Tuttavia nel tempo, grazie anche alla crescente domanda, si è ottenuto un contenimento dei prezzi, al punto che oggi le materie prime per celiaci costano quanto i prodotti tradizionali. Inoltre la ricerca alimentare ha ridato dignità a prodotti eccellenti, ormai dimenticati, come i lupini, i ceci ed il grano saraceno. Si è arrivati al paradosso che l’alimentazione senza glutine è diventata una moda che coinvolge anche i soggetti non intolleranti, come denunciato più volte dai media specializzati. Il glutine, invece, non dovrebbe essere sottratto alla dieta se non in quei casi in cui è il medico a stabilirlo.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali sintomi della celiachia e perché è importante riconoscerli?
    La celiachia provoca sintomi spesso invalidanti come vomito e diarrea persistenti, che portano rapidamente a spossatezza e disidratazione. Tuttavia, la consapevolezza di questi segnali rimane bassa nella popolazione generale. Molti esperti ritengono che i casi diagnosticati siano solo la punta dell'iceberg, poiché numerosi individui soffrono di intolleranze non riconosciute. Riconoscere tempestivamente questi sintomi è cruciale per evitare danni intestinali a lungo termine e migliorare significativamente la qualità della vita attraverso una dieta priva di glutine.
  • È vero che i prodotti senza glutine oggi costano quanto quelli tradizionali?
    Sì, la situazione economica è cambiata radicalmente. In passato, i prodotti celiaci erano estremamente costosi, costringendo spesso i pazienti a importarli dall'estero. Grazie alla crescente domanda e all'ottimizzazione dei processi industriali, i prezzi si sono notevolmente abbassati. Attualmente, le materie prime e i prodotti finiti senza glutine hanno un costo paragonabile a quello degli alimenti tradizionali, rendendo l'alimentazione senza glutine accessibile a una fetta molto più ampia di consumatori e non più riservata a poche fasce economiche.
  • Quali alternative alla farina di grano esistono per cucinare in modo sano e gustoso?
    Oggi abbiamo a disposizione numerose farine alternative di alta qualità. La farina di riso è eccellente per dolci soffici, mentre quella di mais offre ottime soluzioni per pane e pasta. Una novità interessante è la farina di canapa sativa, ricca di proteine e dal sapore simile alla frutta secca, ideale per frullati o preparazioni sportive. Inoltre, la ricerca ha recuperato legumi come lupini e ceci, e cereali antichi come il grano saraceno, permettendo di creare piatti vari, nutrienti e dal gusto sorprendente, lontani dalla noia culinaria del passato.
  • Perché i medici sconsigliano di eliminare il glutine se non necessario?
    L'eliminazione del glutine è diventata una moda diffusa anche tra chi non soffre di celiachia o intolleranze accertate. I medici e le associazioni scientifiche avvertono contro questa pratica spontanea: il glutine è un componente naturale di molti cereali e la sua rimozione ingiustificata può portare a squilibri nutrizionali. Solo il medico può stabilire, tramite diagnosi specifica, se è necessario escluderlo. Seguire diete senza glutine senza reale necessità medica non apporta benefici e potrebbe persino nascondere problemi di salute non diagnosticati.

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